Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino fanno la storia alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e regalano all’Italia la prima medaglia dallo sci di fondo. Un podio che arriva dalla staffetta, a distanza di vent’anni dall’oro di Torino 2006, e chiude per certi versi un cerchio, soprattutto per il 35enne di Nus che può lasciare una preziosa eredità a diversi giovani brillanti al termine della sua ultima stagione agonistica.
“Oggi abbiamo ottenuto un bellissimo risultato di squadra. Tutti abbiamo dato il 100%, tutto è andato bene, i materiali erano super, infatti gli skiman hanno fatto un lavoro buonissimo. E’ pazzesco, siamo emozionati e per almeno tre di noi è il giorno più bello della nostra vita – ha spiegato il 25enne di Sappada ai microfoni di Rai Sport.
In conferenza il fondista delle Fiamme Gialle ha aggiunto: “Noi a questa medaglia ci credevamo e ci credevamo da tempo. Sapevamo che era nelle nostre corde e quindi era anche inutile negarlo. Ovviamente sappiamo che con una staffetta deve andare sempre tutto liscio, dal materiale, dalle cadute che in questi giorni si sono viste, e sono state tante. Quindi la pressione c’era, sapevamo che potevamo competere con i più forti, però sapevamo che dovevamo fare tutto bene, non potevamo viverla con leggerezza, dovevamo restare concentrati al 100%, perché basta una caduta, si è visto ieri nelle donne, a rivoluzionare la staffetta. Dobbiamo tutti essere orgogliosi di questo perché anche nel momento in cui dovevamo essere lì, eravamo lì ed eravamo lì con i più forti.”
A Graz hanno fatto eco le parole del 23enne di Trichiana: “Ci siamo difesi, siamo rimasti lì con i migliori, poi sapevamo che alla fine potevamo giocarcela. Eravamo con uno degli atleti più forti al momento, quindi è stata una giornata perfetta. Sapevamo che potevamo farlo, bisognava solo non sbagliare nulla e ci siamo riusciti, quindi siamo contentissimi. E’ bellissimo così“. In conferenza stampa, l’altro finanziere del quartetto ha spiegato che “l’obiettivo principale della mia gara di oggi era provare a non staccarmi, anche da norvegese, poi da norvegese purtroppo è andato, però mi sono difeso abbondantemente. Ovviamente sai di aver fatto il tuo, quindi speri che gli altri riescano a farlo anche loro, però non è mai scontato, siamo sempre alle Olimpiadi e un errore o una piccola interpretazione sbagliata magari all’inizio gara può cambiare completamente il risultato.”
Chi forse è più felice per questo podio è il giovane Martino Carollo che ha dovuto stringere i denti prima di dare il cambio a Federico Pellegrino, soprattutto ha dovuto far i conti con una frazione resa ancor più complicata dal ritmo imposto dagli avversari.
“Sicuramente oggi, oltre alla fatica, c’è stata anche tanta gestione di emozioni e tutto, quindi è stato davvero molto incredibile. Poi io sapevo che tutti noi tre dovevamo fare solo una cosa, cercare di arrivare con Chicco nella posizione più vicina al podio possibile, quindi è stato davvero ottimo”.
In conferenza stampa, il cuneese ha ammesso di aver ceduto alla tentazione di restare con Mathis Desloges, cosa che ha inevitabilmente pagato nel corso della propria frazione: “Ho voluto da subito provare a seguire il francese, però onestamente in questo momento lui, avendo anche vinto due medaglie individuali, è più forte di me, quindi poi nel secondo giro questa decisione l’ho un po’ pagata, però ho detto ok, sono a tutta, ma devo cercare di limitare i danni il più possibile, perdere meno secondi possibile, perché poi sapevamo che in quarta frazione c’era Chicco che poteva davvero fare qualcosa di ottimo, quindi ho cercato di tirar fuori anche le energie che non c’erano più. Le gambe che erano parecchio affaticate, forse anche un po’ dalla gara di due giorni fa, perché comunque era, soprattutto quello skating, un percorso davvero, tanta salita ma tante discese e curve dove non si recuperava mai, quindi è stato davvero impegnativo.”

