Federico Pellegrino può pensare di concludere la propria carriera con la terza medaglia alle Olimpiadi Invernali. Il 35enne di Nus ha conquistato il bronzo nella staffetta, un traguardo che inseguiva da tempo e che gli ha permesso di consegnare un’eredità preziosa a giovani come Davide Graz, Elia Barp e Martino Carollo che lo hanno accompagnato sulla pista di Tesero.
“Questa è l’unica medaglia che contava per quest’anno. E’ stato un lavoro durato quattro anni, non come in passato solo su me stesso, sulle mie gambe, ma anche e soprattutto sui compagni di squadra. Oggi in campo eravamo noi quattro, ma gli allenamenti li abbiamo condivisi con tanti atleti che ci hanno spinti a migliorarci giorno dopo giorno – ha spiegato Pellegrino ai microfoni di Rai Sport -. L’allenatore (Markus Cramer, NdR) ha sempre creduto in noi, fin da subito. Tutti i tecnici dei materiali, della preparazione fisica, che insieme a noi hanno prima sognato e poi fissato questo obiettivo. Per me personalmente è una delle soddisfazioni più grandi della mia vita perché è condivisa sul palcoscenico più importante a livello sportivo ed era il mio obiettivo di questi quattro anni: smettere quasi all’apice della carriera, lasciando ai tifosi dello sci di fondo italiano ragazzi capaci di salire su un podio olimpico. Qui ci sono loro, ce ne sono anche altri e lo sci di fondo ha ancora tanto da raccontare. Io sono molto fiero del lavoro di tutti”.
In conferenza stampa, il veterano del fondo azzurro ha ripercorso il valore di ogni singola medaglia olimpica da lui conquistata sino ad ora: “La prima è stata una soddisfazione, però non c’era nessun tipo di pressione. La seconda invece era già un po’ più difficile perché era l’ottavo anno di un percorso lungo, la Sprint a Tecnica Libera che mi ha visto arrivare undicesimo a Sochi e poi ha imposto, in base all’alternanza delle tecniche, otto anni di attesa prima di poter arrivare a una gara in questo format. E riuscirci, nonostante le scelte difficili di quell’anno, è stata una bella soddisfazione. Però questa, a livello di soddisfazione personale, è ancora un gradino oltre perché finire la carriera in questo modo, in questo grande evento in Italia, sapendo che lo sci di fondo Italiano avrà almeno altri tre ragazzi consapevoli di essere in grado di raggiungere il podio più difficile da raggiungere nello sport, era la legacy che volevo lasciare per il dopo Pellegrino.“
Alla base di questa medaglia c’è anche il sesto posto ottenuto dalle ragazze che hanno dato l’abbrivio necessario per puntare a chiudere sul podio a cinque cerchi, in vista anche della team sprint di mercoledì 18 febbraio: “Ci hanno dato una grande carica con la super prestazione di ieri e poi c’è da dire che gli ultimi quattro anni li abbiamo condiviso insieme; tutti i mesi, tre settimane su quattro insieme in giro per il mondo – ha aggiunto Pellegrino -. La convivenza non è mai troppo facile, però ce l’abbiamo fatta. Ci siamo dati una mano a vicenda tra tutti, abbiamo cercato di migliorarci e poi alla fine è bello quando un risultato così. In pista c’eravamo noi, ma è sentito come un risultato di squadra. Ce lo meritiamo noi così come ce lo meritano tutti quelli che hanno creduto in noi.
Nonostante si tratti della settima medaglia in un grande evento, il poliziotto valdostano non ha alcuna intenzione di fermarsi qui e l’obiettivo è ora quello di bissare il podio anche nella team sprint maschile: “Il momento di contarle è a fine carriera e la mia carriera non è ancora finita. C’è ancora qualcosa da poter provare a fare, intanto ci godiamo questa medaglia che è veramente una soddisfazione incredibile – ha concluso Pellegrino -. L’obiettivo era una medaglia in un evento a squadra. La team sprint quest’anno ci ha regalato due secondi posti in Coppa del Mondo e vedremo in base a come metteremo giù la squadra, ma a prescindere chi sarà in campo so che potrà lottare per una medaglia e quindi sarà giusto così. Ad ora godiamoci questa medaglia perché è un risultato fantastico”.

