Home > Notizie
Biathlon , Interviste , Milano-Cortina 2026 , Pianeta Italia

Biathlon – Milano Cortina 2026, Edoardo Mezzaro: “L’oro di Lisa corona un percorso veramente grandissimo”

© Giuseppe Giugliano/CONI


Si può dire che che oggi per Edoardo Mezzaro, allenatore di Lisa Vittozzi, sia forse una delle giornate più belle, almeno professionamente parlando. Da tecnico della squadra azzurra, che quest’anno ha seguito la neo-campionessa olimpica nella parte legata al tiro la soddisfazione non è legata solo al risultato o alla prestazione, ma soprattutto al percorso fatto in questi lunghi mesi dalla riatletizzazione della sappadina in primavera dopo i problemi alla schiena della passata stagione passando per la lunga estate scorsa, per riportare la sappadina sul tetto del mondo. Con Fondo Italia, intervistato dall’inviato Giorgio Capodaglio, Mezzaro condivide le emozioni del momento.

“Una delle giornate più belle? Direi proprio di sì. È stato un percorso lungo, a volte difficile. Però poi giornate come queste valgono tutte le giornate dure che uno può passare ed è bellissimo” dice, la voce è ancora piena di commozione, nel ricordare un cammino complesso anche mentalmente “abbiamo iniziato con Lisa quest’anno a maggio. Non nego che il primo periodo è stato abbastanza difficile perché comunque Lisa è uscita da un anno di stop come tutti sapevamo e all’inizio avevo anche paura di che le tornasse il dolore. Ora lo posso anche dire, ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che sarebbe stato duro arrivare qui a questo livello. Lei stessa veramente una ragazza molto, molto tenace e ha superato tutte le difficoltà alla grande. Vi dico la verità, anche se non fosse riuscita a fare questo risultato sarebbe stato comunque un grandissimo risultato essere qui a competere per le medaglie. Ovviamente l’oro corona un percorso per lei veramente grandissimo. Ed è qualcosa di stupendo che si merita alla grande e quindi cosa si può chiedere di più?”

E con questa premessa, ecco che l’oro, anche se nelle sue corde, non era un obiettivo ricercato con ossessione. “Aspettarsi l’oro è sempre difficile, nel senso che ci si aspettava che lei potesse fare bene. La posizione della sprint era ottimale, però siamo alle Olimpiadi e nella gara secca può succedere di tutto, non era scontato per nulla, però ce l’ha fatta, quindi super veramente. Era il suo format preferito, lo sapevamo, però ripeto non era per niente scontato.”

Un epilogo che un anno fa quasi si faticava ad immaginare, ma a cui non si è mai smesso di credere: “Il biathlon è uno sport dove il talento non basta, serve anche tanto allenamento e l’allenamento non è solo quello a breve termine ma si costruisce negli anni. Dopo un anno di stop non si sa mai da dove si riparte e talvolta magari è anche difficile ripartire quindi no, diciamo che noi ci credevamo molto, questa cosa sia noi che Lisa ci credevamo tantissimo o non ci saremmo messi in gioco però arrivare a pensare di vincere l’oro qui era difficile però è andata bene.”

E oggi, a confermare il trend stagionale, è emerso con prepotenza, garantendole l’alloro olimpico, il lavoro fatto al poligono, con un tiro assolutamente perfetto e più veloce rispetto al passato. “Al poligono abbiamo dovuto adattare rispetto a una programmazione lineare un po’ alle sue esigenze, perché anche lì essendo stata ferma un anno, c’erano certi meccanismi, come abbiamo anche visto che un po’ si erano persi, ma soprattutto il feeling. Adesso Lisa ha un tiro forse un po’ più deciso, talvolta un può più aggressivo, che in certe gare rende molto di più, in altre magari un po’ di meno, come per esempio la gara individuale, però poi quando riesce a mettere insieme i pezzi ha un tiro micidiale che diventa veramente pericolosa in tutti i format, soprattutto sulle ultime serie.”

Mezzaro entra poi nel dettaglio del lavoro svolto, fatto anche di compromessi con il percorso di Vittozzi nel ritrovarsi atleticamente dopo un lungo periodo ferma: “Abbiamo dovuto adattare un po’ tutto, nel senso che ripeto un anno di stop in questo sport, sia il tiro che dalla parte più atletica pesa tanto e quindi ovviamente abbiamo dovuto valutare ogni periodo e aggiustare in base anche a quello che vedevamo sul campo. È stato un lavoro abbastanza chirurgico e su questo colgo proprio l’occasione anche di ringraziare il mio compaio di avventura, colui che ha seguito Lisa e che oggi non è qui, Alex Inderst, gran parte del lavoro è anche merito suo e quindi io personalmente lo ringrazio perché veramente ha fatto un ottimo lavoro.”

Un lavoro che, a guardare ancora indietro, parte ancora più da lontano, dall’inizio di questo quadrienno olimpico ormai giunto alla fine, quando c’era da ricostruire una Lisa Vittozzi dal grande potenziale – con medaglie iridate, una olimpica e un secondo posto in Coppa del Mondo, ma in profonda crisi al poligono. Un lavoro fatto insieme anche a Mirco Romanin e Jonne Kahkonen, partito di fatto dal post Pechino 2022.

“Io credo che ci sia il lavoro di ogni singolo elemento che ha lavorato con lei in questi anni, poi noi abbiamo avuto la fortuna di accompagnarla in questa ultima fase però un’atleta si costruisce pezzo per pezzo e credo che chiunque in tutti questi anni, partendo da quando lei ha iniziato il biatjlon, ha messo un mattoncino per creare l’atleta che è. Negli ultimi quattro anni si è fatto credo un grandissimo lavoro perché si Lisa ha già vinto una Coppa del mondo generale, adesso vince l’Olimpiade quindi non possiamo chiedere di più, sicuramente un grazie va tutto lo staff, anche gli skimen che danno il 100% di loro stessi per riuscire a metterla nelle condizioni di performare al meglio quindi un grazie proprio a tutto lo staff.”

Share: