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Sci di fondo

Sci di fondo – Pellegrino e l’eredità lasciata all’Italia: un gruppo di giovani con mentalità vincente

Federico Pellegrino ha realizzato il suo ultimo sogno: conquistare la medaglia olimpica in staffetta e lasciare uno sci di fondo italiano in saluto, pronto a vincere anche senza di lui. Dopo Pechino 2022 gli obiettivi personali. A Sochi, il campione valdostano aveva fissato come suo obiettivo la medaglia olimpica nella sprint a skating del 2022.

Per anni il valdostano ha lavorato pensando a quell’obiettivo, diventando anche il numero uno del circuito conquistando la coppa di specialità nel 2016 e l’oro mondiale a Lahti nel 2017. Poi è arrivato Klaebo, il più vincente di sempre, ma l’azzurro ha continuato a battagliare e anche vincere. L’argento olimpico in classico a Pyeongchang, la sua prima medaglia a cinque cerchi, poi l’argento ai Mondiali di Seefeld 2019.

Quindi la preparazione per Pechino 2022, la scelta di affidarsi a Markus Cramer, un tipo di allenamento diverso, il miglioramento nella resistenza necessario anche vista l’età. E in Cina, Pellegrino è stato allora straordinario con un argento magnifico e l’impressione anche di non essere così lontano da Klaebo. Le lacrime di quel giorno raccontavano tutto, la fine di un ciclo, il raggiungimento di ogni obiettivo.

Nel frattempo nel suo privato Pellegrino si è sposato con Greta Laurent e nel dicembre 2022 i due hanno avuto anche il primo figlio. A quel punto con le Olimpiadi in Italia nel 2026 la scelta era se fermarsi o proseguire. All’inizio il campione valdostano ha deciso di andare avanti un anno alla volta, poi ha scelto di tracciare un obiettivo: i Giochi Olimpici e chiudere la sua carriera come obiettivi in Val di Fiemme.

E l’obiettivo è stato uno: non più sé stesso, avendo vinto tutto il possibile, ma l’Italia. Pellegrino si è messo a completa disposizione della squadra per conquistare la medaglia in staffetta e allo stesso tempo lasciare anche un futuro allo sci di fondo italiano, la certezza che anche senza di lui l’Italia possa continuare a vincere medaglie, quelle che dal 2015 in poi lo hanno sempre visto protagonista.

Ed eccolo allora prima di tutto proporre la linea alla FISI, vedendo in Markus Cramer l’uomo giusto per guidare l’Italia in questo quadriennio. Poi lì a lavorare per i compagni, spiegare la linea dell’allenatore tedesco, parlare con loro, conoscerli, capirli. A volte anche allenarsi. Vincere e costruire.

Domenica, Pellegrino ha ottenuto ciò che voleva, anzi forse le cose sono andate anche oltre le sue aspettative, perché il bronzo olimpico è arrivato assieme a tre atleti nati dal 2000 in poi, Davide Graz, Elia Barp e Martino Carollo. Loro bravissimi nel portarlo lì in zona medaglia, dargli l’occasione finalmente di realizzare il suo sogno olimpico di squadra.

Ma ciò che probabilmente rende ancora più felice Pellegrino è sapere che c’è un futuro, che la squadra azzurra è cresciuta, che ci sono diversi atleti con la mentalità giusta per fare bene. E si sa, in questi casi gli atleti si stimolano a vicenda, il livello si alza tutti assieme. Non solo Barp, Graz e Carollo, ma anche Mocellini e alcuni degli azzurri nati nella seconda metà degli anni ’90. Altri ne stanno arrivando e potranno aggrapparsi a chi dal prossimo anno erediterà da Pellegrino la giusta mentalità.

Una crescita avuta anche al femminile, dove si inizia a intravedere la luce, con atlete che hanno emozionato in staffetta. Di Centa purtroppo ha deciso di smettere, così come Comarella, ma c’è una Iris De Martin Pinter salita molto di livello, una Maria Gismondi che ha grande talento, ma anche una Ganz che può essere ancora la loro guida con esperienza, anche lei cresciuta molto a livello di convinzione. Senza tralasciare le sprinter Cassol e Monsorno, o chi come Nadine Laurent ha sofferto un po’ di più quest’anno.

Insomma l’Italia dello sci di fondo è viva, materiale c’è e adesso bisognerà solo mettere questi atleti nelle condizioni di rendere al meglio. Sarà fondamentale far fruttare al meglio l’eredità lasciata da Pellegrino, che ancora una volta ha dimostrato di aver ragione.

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