Un sogno che si realizza per Nicola Romanin, quello di prendere parte alla staffetta olimpica, anche se forse il fornese avrebbe sperato e immaginato una gara diversa.
“ll mio sono era essere qua in generale, ma anche esserci per partecipare alla staffetta che secondo me è la gara più bella che esiste nel biathlon, perché mette insieme quattro personalità, quattro atleti che danno tutto per la propria nazione, purtroppo non è andata come sognavamo e ci auguravamo” ha detto all’inviato di Fondo Italia, Giorgio Capodaglio, in Mixed Zone al termine della propria frazione. “Comunque abbiamo dato tutti il massimo e abbiamo sputato sangue per cercare tutti quanti di fare il nostro meglio. Poi è stato come sempre una grande emozione, ma oggi credo sia stato il giorno più rumoroso, in salita nella radura non si sentiva neanche il proprio respiro.”
Non è semplice scendere in pista quando, in una gara dove contano solo le medaglie, si è ormai lontani dalla battaglia per le posizioni che contano, ma Romanin è riuscito comunque a disputare una frazione competitiva, confermando l’ottima prestazione al tiro mostrata anche nei giorni scorsi.
“Ho pensato a fare la mia gara, come mi hanno detto anche gli allenatori in pista, come se fosse una sprint. E quello ho fatto, perché anche se sei fuori dai giochi un obiettivo può essere sempre quello di migliorare e prenderlo come un’allenamento. Nel biathlon non si sa mai, davanti a me potevano girare, e io con i miei zero sarei potuto tornare in corsa, nel biathlon non bisogna mai abbattersi, è sempre tutto aperto.”
Il biathleta dell’Esercito non può ancora riposare perché ha in realtà ancora una gara, la Mass Start, a cui si è qualificato in virtù delle ottime prestazioni nelle due gare individuali a cui ha preso parte. Per altro, un risultato già incredibile per la carriera del 31enne, che sarà al via di una Partenza in Linea “tradizionale”, la gara simbolo dell’élite del biathlon, per la prima volta in assoluto.
“Intanto l’obiettivo principale è sicuramente recuperare perché questi 7,5km mi hanno stancato più delle altre gare perché sono andato proprio oltre a quello che il mio fisico dava, quindi adesso in questi due giorni cercherò di reintegrare il più possibile, e mettere a posto gli ultimi dettagli per l’ultima gara. Sarà una grande emozione perché non ho mai partecipato ad una Mass a 30, ho fatto solo le Mass 60 di IBU Cup, quindi sarà una cosa nuova a 31 anni e alle Olimpiadi!”

