TESERO – Al termine della team sprint 6×1.5 km olimpica maschile conclusa con una meravigliosa medaglia di bronzo, sua quarta medaglia a cinque cerchi, quinto azzurro di sempre dopo Marco Albarello, Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta e Pietro Piller Cottrer, Federico Pellegrino è intervenuto ai microfoni di FondoItalia, con il nostro inviato presente in Val di Fiemme, Ermes Morzenti, al quale ha raccontato le proprie sensazioni ed emozioni.
“L’emozione che ho provato in gara all’arrivo della staffetta è stata qualcosa di veramente potente. Oggi non sono riuscito a godermelo perché sull’ultima salita ho beccato una botta di acido lattico, probabilmente la più potente degli ultimi 5 anni, e avevo solo l’obiettivo di arrivare prima dello svizzero al traguardo. Fossi riuscito a dar fastidio all’americano sarebbe stato meglio, ma ero proprio finito. A differenza di Trondheim, qui c’erano meno tifosi, visto come sono state organizzate le tribune per i Giochi, ma si sono fatti comunque sentire e penso che nelle gare ci hanno dato quella spinta in più per esprimerci ai massimi livelli”.
Dopodiché si concentra sulla gara: “La staffetta a quattro ha più variabili mentre quella a coppie è un po’ differente, soprattutto con il cambio di format. Sia io che Elia siamo molto bravi a muoverci in gruppo e a stare lontano dal caos, anche perché una gara con questa neve poteva nascondere delle insidie ad ogni curva. Può succedere sempre di tutto, ma siamo stati bravi a portare a casa il risultato”.
Conclude raccontando il suo umore: “A 35 anni portare a casa due medaglie, tra cui la team sprint ed essere uno dei due che ci è riuscito per l’Italia è veramente incredibile. Sono le ultime gare, ho fatto quattro medaglie in tre edizioni e in tre format di gara e sono soddisfatto. Nel 2030 andrò a fare tanto tifo per i ragazzi (ride ndr). Essere riuscito qui, dove nel 2013 ho fatto il mio primo evento a squadre, a prendere due medaglie nelle gare a squadre è veramente bellissimo ed è una soddisfazione enorme”.

