Arriva al poligono presto per l’allenamento ufficiale femminile alla vigilia della mass start olimpica che domani chiuderà il programma del biathlon ad Anterselva. Dorothea Wierer fa le sue solite battute a Fabio Cianciana, sorride anche alle avversarie, azzera e fa il suo primo giro in pista.
È tutto normale, una routine lunga, che la campionessa di Anterselva esegue da tanti anni, da quando da bambina nemmeno avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe diventata la regina del biathlon italiano e internazionale, anzi, forse per quella strana insicurezza che non ha mai nascosto e che stupisce, magari nemmeno avrebbe immaginato di arrivare in Coppa del Mondo.
Forse Doro nemmeno ci pensa, mentre inizia a sparare e fa serie su serie in preparazione della gara di domani. I presenti la guardano ed è inevitabile pensare che sia l’ultima volta, la fine di una splendida storia, l’ultimo allenamento pre gara di una campionessa che ha fatto sognare.
Le casse all’interno della Sudtirol Arena di Anterselva risuonano le note di “One Moment in Time”, di Whitney Houston. Perfetta per un momento che segna la fine di una splendida storia. Una canzone che parla di una vita vissuta sognando di avere un’opportunità, la voglia di stupirsi ed essere migliore di quanto si immagini, e quando si coglie quella opportunità allora si è vincitori per sempre.
Eppure chi sembra vivere tutto con normalità è proprio Dorothea Wierer, che segue la sua routine senza pensarci o almeno non dando a vedere alcuna emozione, cercando solo di essere concentrata sul lavoro da fare e preparare al meglio la gara olimpica, che segnerà anche il suo addio.
Il risultato di domani non cambierà nulla sulla storia di Wierer, già leggenda per quanto fatto nella sua carriera. Ma da campionessa qual è Doro vuole chiudere con una gara degna, la migliore possibile anche per i tecnici che da tempo lavorano con lei, al di là di quello che sarà il risultato finale. Per poi godersi l’abbraccio delle tantissime persone che hanno comprato da mesi i biglietti solo per vedere lei e ringraziarla di tutto, magari commuoversi, con la gratitudine per aver vissuto qualcosa di irripetibile.
Intanto l’allenamento si chiude. Wierer ripone la sua carabina nella sacca, priva dei tanti sponsor che l’hanno accompagnata in questi anni, perché così vuole “lo spirito olimpico”. Le ultime parole con il suo allenatore e via, in appartamento a riposare e vivere l’ultimo pre gara. In attesa dell’ultima pagina di una storia da favola. Lei l’opportunità l’ha colta e da domani pomeriggio sarà finalmente libera, libera di essere solo Dorothea.

