Al termine della Mass Start odierna, che ha fatto calare il sipario sulle competizioni maschili del biathlon a questi Giochi di Milano Cortina 2026, l’inviato di Fondo Italia, Giorgio Capodaglio, ha incontrato Vetle Sjaastad Christiansen. Il norvegese che ha chiuso la sua prova al quinto posto, ha subito raccontato di come ha vissuto in pista il malore di Tommaso Giacomel, con cui ha uno splendido rapporto di amicizia.
“Stavamo sciando insieme nel terzo giro e mi sono accorto che non era più lui, non riusciva a tenere il mio passo, o quello di Sturla, Dale e Jacquelin, ho capito che qualcosa non andava e poi ho scoperto che si era ritirato. Spero solo che vada tutto bene.”
Da parte della medaglia d’argento nella sprint, arriva quindi un incoraggiamento per l’azzurro: “Certamente sarà deluso da queste gare, arrivando qui come uno dei favoriti alle medaglie ma sappiamo che essere favoriti in casa può essere davvero difficile, ma spero che possa voltare pagina in fretta, che la sua salute sia a posto e possa concentrarsi su quello che succederà da qui in avanti, ha ancora possibilità di riprendersi il pettorale giallo. Bisogna solo scendere dalla quota, riprendere a gareggiare e mi auguro possa avere un brillante finale di stagione.”
Una gara olimpica, ci dice il 33enne, è fatta di tanti aspetti: non solo una buona condizione fisica e i migliori sci, ma anche tanta esperienza.
“Penso che l’esperienza sia importante, in particolare in quota, dove è importante sapersi gestire e rimanere calmi quando si entra al poligono, non farsi prendere troppo da questo pubblico. Siamo alle Olimpiadi ma rimangono pur sempre gare di biathlon, anche se non c’è in gioco un montepremi – ironizza – in teoria dovresti sentire meno pressione, ma è il contrario. L’atmosfera dei cinque cerchi e lo spirito olimpico si fanno sentire ogni volta che entriamo al poligono, e l’esperienza quindi diventa ancora più determinante in uno sport così mentale come il biathlon.”
A questo punto, il biathleta di Geilo si lancia un piccolo amo: “Quindi forse mi servono altri quattro anni di esperienza, vedremo…”

