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Biathlon , Pianeta Italia

Guardate lo stadio di oggi, per capire cosa ha rappresentato Dorothea Wierer per il biathlon

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Cosa ha rappresentato Dorothea Wierer per il biathlon? Chiedetelo a Terka, giovane ragazza della Repubblica Ceca, che aveva spinto il papà addirittura a comprarle i biglietti per Canmore 2024, convinta fosse l’ultima gara di Doro. Oggi ovviamente lei è ad Anterselva insieme al papà, pronta a celebrare il suo idolo, dopo averla seguita ovunque e festeggiato i suoi 18 anni nel giorno in cui Wierer ha disputato la sua ultima gara di Coppa del Mondo, proprio a Nove Mesto.

Oppure a Giulia, ragazza veneta che vive a Londra, che ogni stagione si reca ad Anterselva solo per lei, ed oggi è lì con tanto di bandiera personalizzata per dirle grazie.

Chiedetelo alle migliaia di persone che oggi riempiranno le tribune della Suditorl Arena di Anterselva, andranno lì a bordopista, solo per urlare ancora il suo nome un’ultima volta, sostenerla, spingerla nel giorno conclusivo, dirle grazie.

Chiedetelo ai tanti appassionati italiani che hanno scoperto il biathlon su Eurosport, magari per curiosità, perdendo la testa per il suo modo di gareggiare, per la spettacolarità, ma anche per la sua maniera di vivere lo sport, la simpatia, la spontaneità ed ovviamente le vittorie.

Wierer che ha preso il biathlon italiano e lo ha reso più popolare, in una nazione dove lo spazio per gli altri sport è ridotto al lumicino. La bandiera del biathlon azzurro, la capofila, un ruolo che si è assunta anche con responsabilità. Perché al di là degli sponsor e del glamour, Dorothea Wierer si è assunta la responsabilità di pubblicizzare il biathlon italiano, andare sui media a volte anche quando non le serviva. Soprattutto negli ultimi anni lo ha vissuto come una missione, il suo ultimo regalo al biathlon italiano.

Lo si è visto anche negli ultimi giorni, quando ha chiesto a gran voce alle tv italiane di “darsi una svegliata”, perché il biathlon è uno sport bellissimo, che merita maggiore spazio tra i media. Non lo ha fatto per sé, visto che dice addio, ma per l’intero movimento, per i suoi compagni più giovani, per uno sport che le ha dato tanto e che ama.

No, non c’è bisogno di spiegare cosa abbia rappresentato Dorothea Wierer per il biathlon internazionale e italiano, non saremmo così bravi a trovare le parole. Basterà solo guardare lo stadio di Anterselva, i volti delle persone presenti, tifosi, addetti ai lavori, allenatori, skimen e avversarie. Varrà più di mille parole scritte o dette.

Una cosa è certa: c’è un prima e dopo Dorothea Wierer, che ha messo per sempre la sua impronta sul biathlon.

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