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Sci di Fondo – Milano-Cortina 2026: Andersson domina una 50km senza storia. Comarella 16a.

Ebba Andersson porta alla Svezia di sci di fondo il quinto Oro di questi Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 dominando la prima 50km in tecnica classica femminile nella storia del programma olimpico dello sci di fondo.

Medaglia d’argento per la norvegese Heidi Weng; nella lotta per il bronzo, ha la meglio l’elvetica Nadja Kaelin, che fa la storia della Svizzera.

Anna Comarella, unica italiana al via, conclude in 17a posizione.

Ebba Andersson, autrice di un’Olimpiade in cui non è ancora stata in grado di lasciare il segno e rimasta come unica reale chance svedese di medaglia nella gara odierna dopo i forfait di Karlsson e Sundling per malanno, mette il piede sull’acceleratore sin dai primi metri e la selezione è immediata: dopo il primo giro da 7 km in testa alla corsa restano già solo 4 atlete, con Heidi Weng, Diggins e Stadlober quali uniche atlete rimaste con la svedese. Soffre a sorpresa un avvio così sostenuto anche Slind, una delle favorite per le medaglie, che oggi sembra totalmente fuori gara ed è 13°, risultando non in grado nemmeno di tenere il ritmo delle inseguitrici.

Anche Diggins paga dazio all’inizio del secondo giro, piegata dall’andatura asfissiante di Andersson, e sembra già alzare bandiera bianca; anche Stadlober perde contatto dopo 8 km, ma non perde molto dalle prime 2, con Weng che inizia anche lei a collaborare con Andersson, dividendosi equamente il compito di dettare l’andatura. Dopo 10 km, il distacco di Stadlober è di 17 secondi, iniziando già a soffrire con l’aderenza dello sci, mentre Diggins sta per essere riassorbita da Fosnaes e Niskanen, che a loro volta hanno staccato Matintalo e Simpson-Larsen. Si conclude mestamente l’ultima Olimpiade di Astrid Oeyre Slind che decide di fermarsi, concedendo anche un sorriso a favore di telecamera, sorriso amaro di chi sa che oggi evidentemente non c’erano la condizione e le energie anche solo per arrivare al traguardo.

Al termine del secondo giro la situazione resta sostanzialmente invariata; solo Diggins appare in difficoltà coi materiali, venendo sopravanzata e staccata da Niskanen e Fosnaes e vedendosi costretta a cambiare gli sci, perdendo terreno e posizioni, scendendo al nono posto.

Le prime due proseguono di comune accordo, portando il vantaggio su Stadlober ad un minuto dopo 3 giri. L’austriaca, a sua volta, è sempre più avvicinata da Niskanen, che dopo un avvio più controllato cerca di venire fuori alla distanza, portandosi dietro Fosnaes. Reagisce anche Diggins, che dopo il cambio di sci ritrova un’azione più convinta, risalendo in sesta posizione insieme con la sorprendente svizzera Nadia Kaelin.

A metà gara, dopo 25 chilometri, va a costituirsi un quintetto a giocarsi il podio: Stadlober viene raggiunta da Niskanen e Fosnaes, che a sua volta sono rilevate da Diggins e Kaelin.
Buona prova di Anna Comarella, unica italiana al via, che a metà della fatica è in 15° posizione, pagando 4 minuti dalla testa.
Al passaggio sul traguardo ai 28.8 vanno a cambiare gli sci sia Andersson che Weng; Andersson ha un piccolo inciampo e finisce a terra (terza caduta in questa rassegna olimpica per lei) ma fortunatamente senza conseguenze, rientrando prontamente. Tra le inseguitrici, sfruttando materiali più performanti, Diggins sembra provare timidamente ad allungare di qualche metro sulle compagne, mentre va al cambio sci Fosnaes, che rientrerà nel corso della tornata successiva.

Ad inizio del nuovo giro, Andersson torna di nuovo davanti e forza l’andatura, ma stavolta Weng non è in grado di rispondere e perde contatto; si apre la forbice da le due, risultando in questo modo il momento decisivo della lotta per la medaglia del metallo più pregiato, anche se mancano ancora 20 km. Il ritardo delle inseguitrici, che hanno già da diversi chilometri rinunciato alle prime due posizioni e si controllano senza prendere iniziativa, sale ad oltre 3 minuti dopo 34 km.
Quando mancano 2 giri al termine, Andersson ha 30 secondi di vantaggio su Weng, avvicinandosi sempre più alla tanto ambita medaglia d’oro, mentre le atlete in lotta per il bronzo sono ad oltre 4 minuti, con Kaelin, Niskanen e Stadlober che vanno a cambiare sci, scelta tattica che potrebbe risultare decisiva per lottare con ambizioni importanti all’unica medaglia ancora a disposizione. Da segnalare tra l’altro una grandissima gara della polacca classe 2000 Eliza Rucka-Michalek, che viaggia in ottava posizione, distante solo 30 secondi dal quintetto che va per il bronzo.

Addirittura, la polacca sembra quasi rientrare sulle 5 che la precedono ad inizio dell’ultimo giro, arrivando ad una decina di secondi scarsi dalle loro code. Niskanen prende l’iniziativa all’inizio dell’ultimo giro, dovendo provare a staccare le altre perché battuta in un’ipotetica volata, così Rucka-Michalek perde di nuovo un po’ terreno, ma la finnica non è convinta, così l’andatura nel gruppetto torna ad essere di crociera e la polacca completa il ricongiungimento, che per lei è già una piccola grande vittoria personale.

Gli ultimi chilometri sono una vera e propria passerella per Ebba Andersson, che può godersi il finale e celebrare il suo primo titolo olimpico della carriera, portando allo sci di fondo svedese il quinto oro di questa rassegna a cinque cerchi e trionfando nella prima 50 km femminile ai Giochi Olimpici. Dalla delusione per essere stata decisiva in negativo nella staffetta femminile, con una frazione in classico disastrosa ad affossare le speranze di oro per tutta la squadra, la redenzione nella gara più dura di tutte, dominata sin dal primo metro con una cattiveria agonistica ed una voglia di riscatto lodevoli. Arriva la medaglia d’argento per una soddisfatta Heidi Weng, certamente rammaricata perché la medaglia del metallo più pregiato le è sfuggita ancora una volta, ma al contempo anche serena, perché ha dato tutto ed è arrivata seconda perché ha solamente trovato una donna troppo più forte di lei e fuori portata per chiunque.

Nella splendida lotta per il bronzo, l’azione decisiva è promossa dalla elvetica Kaelin. A 2 chilometri circa dal traguardo dà luogo ad un primo forcing, che allunga il gruppetto, dal quale la prima a staccarsi è Rucka-Michalek, che chiuderà ottava con una prestazione in ogni caso sontuosa. L’elvetica classe 2001, già quarta nello Skiathlon ed argento con Faendrich nella Team Sprint, rimasta a lungo ben coperta, produce un’accelerazione notevole con un’elevata frequenza di spinte sulla lunga salita conclusiva che Fosnaes e Diggins, uniche in grado di seguirla fino alle ultime battute di gara, non riescono a pareggiare. La classe 2001 di St. Moritz si invola dunque verso una storica medaglia di bronzo, perché nessuna rossocrociata prima d’oggi era stata in grado di portare alla Svizzera una medaglia olimpica individuale in ambito femminile.

Fosnaes quarta precede Diggins, che ha provato in tutti i modi a concludere i suoi ultimi Giochi Olimpici con un acuto da podio, ma si è dovuta accontentare solamente del quinto posto. Stadlober molto generosa in avvio, senza gambe nel finale, anticipa Niskanen al sesto posto, con la finnica settima.

Anna Comarella, dopo essere stata nelle prime 15 posizioni per gran parte della gara, soffre nel finale e chiude in 17° posizione, che diventa 16a con la squalifica della russa sotto bandiera neutrale Dariya Nepryaeva a seguito dell’episodio controverso avvenuto cambiando gli sci, prendendo non i suoi, ma quelli della tedesca Hennig Dotzler.

CLASSIFICA DELLA TOP 10

  1. E. Andersson (SWE) 2:16:28.2
  2. H. Weng (NOR) +2:15.3
  3. N. Kaelin (SUI) +6:41.5
  4. K. Fosnaes (NOR) +6:43.9
  5. J. Diggins (USA) +6:46.4
  6. T. Stadlober (AUT) +6:55.7
  7. K. Niskanen (FIN) +6:59.0
  8. E. Rucka-Michalek (POL) +7:19.4
  9. K. Hennig Dotzler (GER) +8:48.2
  10. E. Ribom (SWE) +8:50.4

16. A. Comarella +14:33.2

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