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Biathlon

Franziska Preuss dopo l’addio al biathlon: “Sono pronta per quello che verrà”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Ad Anterselva, Franziska Preuss ha compiuto i suoi ultimi poligoni e i suoi ultimi giri di pista. Poi è arrivato il tanto agoniato traguardo definitivo. Con la Mass Start olimpica la bavarese 31enne ha chiuso la sua carriera agonistica, e dopo una prima festa con i suoi cari e i tanti tifosi che gremivano gli spalti della Suedtirol Arena, la tedesca ha raccontato a Chiemgau24 le emozioni ma anche le ombre vissuta durante i Giochi.

“Sto molto bene. Sono felice che questo capitolo sia finito” ha spiegato Preuss. “Da tempo sentivo che mi mancava quell’ultima convinzione. L’Olimpiade mi ha dato ancora una motivazione, ma il biathlon merita il cento per cento. E se non lo senti più, devi essere coerente”. Parole lucide, senza rimpianti e soprattutto senza alcun piano rigido per il futuro, solo tanta curiosità: “La decisione è giusta, e ora mi sento sollevata. Sono pronta per quello che verrà. Non so ancora cosa farò concretamente. Mi aspetta un periodo entusiasmante, in cui potrò sperimentare. È un privilegio raro nella vita, voglio godermelo”.

L’addio è stato decisamente all’altezza del momento, anche considerando il contesto – le Olimpiadi sono ben più “rigide” rispetto alla Coppa del Mondo per ciò che riguarda il protocollo. Sugli spalti e nel parterre tanti volti familiari, amici e compagni di squadra, al suo fianco Dorothea Wierer, con cui ha condiviso l’ultimo atto. “Festeggiare con Doro è stato qualcosa di unico. È una persona straordinaria, le voglio davvero bene. Ricorderò per sempre questa giornata”.

Non tutto, però, è stato semplice. L’assenza di una medaglia individuale olimpica è rimasta sullo sfondo, ma a colpire di più sono state le pressioni esterne. “Negli ultimi giorni ho percepito quello che stava succedendo attorno a me. Un vero terrorismo psicologico che veniva dall’esterno. Mi dicevano perfino di non guardare i social. È inquietante questa deriva. Siamo esseri umani. Non ho fatto nulla di criminale, non ho ucciso nessuno. È solo sport. Mi ha fatto riflettere il fatto che una fase che dovrebbe essere bella possa venire rovinata così. Ho capito che questo stress non vale più una medaglia”.

Tra ciò che le mancherà ci sono il gruppo e le amicizie nate nel circuito, ma anche l’adrenalina del traguardo: “Quel momento, quando tagli la linea d’arrivo, è sempre speciale. A prescindere da come sia andata la gara”. Non rimpiangerà invece le rinunce quotidiane: “Se mi ammalo, ora non sarà più un dramma. In inverno potrò vedere famiglia e amici senza l’ossessione dei contagi. Un aspetto che faceva parte del mestiere, ma adesso sono felice di lasciarmelo alle spalle”.

Prima di chiudere, un messaggio alle più giovani: “Credere sempre in sé stesse, seguire il proprio percorso con convinzione. Servono coraggio e responsabilità personale”. E sul futuro del movimento tedesco non ha dubbi che ci siano giovani di talento che non la faranno rimpiangere. “Sono certa che il biathlon tedesco tornerà a regalarci grandi soddisfazioni”.

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