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Sci di fondo

Sci di fondo – Skistad riparte da Falun dopo la delusione olimpica. Il suo allenatore: “Trasformare la delusione in positivo è una sua grande qualità”

Kristine Stavås Skistad aveva un grande obiettivo per questa stagione: prendersi la rivincita per l’argento in casa nella sprint dei Mondiali di Trondheim e quale migliore occasione se non la sprint olimpica di Milano Cortina 2026. La norvegese di fronte alla sprint in classico della Val di Fiemme si presentava come una delle grandi favorite alle medaglie eppure nel grande giorno non solo ha chiuso solo al quinto posto, ma ha dovuto assistere anche alla tripletta svedese.

L’amarezza era tale che l’atleta di Konnerud non è rimasta in Val di Fiemme neanche per tentare di mettere a segno una medaglia in occasione della Team Sprint, ripartendo subito per la Norvegia. Ora, alla vigilia della sprint pre-mondiale di Falun, la delusione è già un brutto ricordo secondo il suo allenatore, Lage Sofienlund, la 27enne è pronta per affrontare l’ultima parte della stagione e andare a caccia di nuovi successi.

“Non si può certo arrendersi e lasciarsi sopraffare dalla delusione. Bisogna cercare di trasformarla in qualcosa di positivo. E penso che questa sia una sua grande qualità, quella di riuscire a superare le sconfitte e trasformarle in motivazione per affrontare nuove sfide” ha dichiarato al quotidiano Nettavisen, facendo notare come quei sentimenti negativi siano totalmente legittimi quanto più l’atleta è affermato e abbia sulle spalle le aspettative di un’intera nazione “Credo che più alto sia l’obiettivo, più grande sia il vuoto che ne segue. Molti di coloro che competono ai massimi livelli possono identificarsi con quei giorni, in cui tutto sembra così vuoto e buio, e allora bisogna guardare verso la luce e iniziare ad affrontare i prossimi obiettivi.”

Visto però che sulla sua atleta sono piovute diverse critiche dopo la prova a cinque cerchi, soprattutto per le sue reazioni talvolta scomposte, il tecnico ha provato a difenderla: “Molte persone, se si trovassero davanti a un microfono dieci minuti dopo aver vissuto un’esperienza che ha scosso tutte le loro emozioni, reagirebbero in modo diverso da come pensano che si dovrebbe fare. Vorrei vedere una società che riconosca maggiormente che esistono differenze, sentimenti diversi, persone diverse e personalità diverse, e che ci sia maggiore libertà di essere se stessi, anche come atleti. Dovremmo essere felici di avere tutti queste personalità diverse, invece di cercare di rendere tutti uguali.”

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