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Biathlon

Jacquelin pensa al futuro: una pausa dal biathlon prima dei Giochi del 2030?

Foto Credits: Dmytro Yevenko

La Coppa del Mondo riparte dal Kontiolahti (Finlandia), ma Emilien Jacquelin è con la mente già oltre, programmando i prossimi passi della sua carriera. Dopo le due medaglie olimpiche conquistate a Milano-Cortina 2026, il francese sta già pensando a cosa fare durante il prossimo quadriennio, quello che conduce verso i Giochi Olimpici del 2030, dove si gareggerà sulle nevi di casa di Le Grand-Bornand, che potrebbero fornire un’ulteriore fonte di motivazione ad andare avanti, come ha confidato in un’intervista a L’Équipe.

“Sono ancora lontani! Ma sicuramente viene voglia di andarci quando penso all’energia che ricevo ogni volta a Grand-Bornand. Potrebbe essere una festa incredibile. Ma quattro anni sono lunghi. Per continuare e ottenere buoni risultati, bisogna essere mentalmente al 100%. Ho bisogno di sedermi e riflettere per capire davvero cosa voglio fare. Se continuerò, non lo farò con scarso impegno”, confida l’atleta del Delfinato “se finissi al 30° posto, dovrei lottare duramente e forse tornare all’IBU Cup… è una palude da cui è difficile risalire. Se lo sport diventa troppo vincolante o stressante, è meglio smettere.”

In ballo poi c’è un’altra questione, o meglio un’altra passione, quella per il ciclismo. Una disciplina che già pratica regolarmente e che vorrebbe esplorare a più alti livelli.

“Prendermi una pausa e tornare, ci ho pensato in tutta onestà. Sanno tutti quanto mi piaccia andare in bicicletta. Ho già preso la licenza per aprile e maggio. Sono troppo desideroso di gareggiare, di attaccare ogni due giri e nessuno me ne farà una colpa.”

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