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Biathlon – Rischio nebbia a Holmenkollen? Fabio Cianciana spiega quali accorgimenti si prendono in condizioni di scarsa visibilità

©FondoItalia

Due giornate consecutive di nebbia a Holmenkollen, che non hanno consentito agli atleti di allenarsi al poligono in vista delle gare che si svolgeranno questo weekend. Una condizione non inusuale da queste parti, che si è verificata spesso in passato, con gare anche cancellate.

Ma cosa succede quando nonostante la nebbia è possibile gareggiare? Quali accorgimenti devono prendere gli atleti per fronteggiare una situazione di visibilità precaria?

Lo spiega Fabio Cianciana nel video che segue. L’allenatore azzurro ha mostrato due anelli diversi che vanno inseriti nel tunnel della carabina. Quello più spesso lo si usa in situazioni normali, mentre l’altro è quello utilizzato da tutti in caso di nebbia.

«All’interno del tunnel della carabina abbiamo un anello. Con visibilità normale ne utilizziamo uno più spesso per una luce meno forte. Invece in caso di nebbia ne utilizziamo uno più fine per avere una maggiore luminosità e vedere meglio il bersaglio. Insomma cerchiamo di mettere al centro di questo anellino il nero del bersaglio, che poi sarà tendente al grigio, in quanto con la nebbia si vede meno. Questo è un accorgimento che facciamo tutti».

Ci sono atleti che gareggiano con un anello più fine, da nebbia, anche in condizioni di luminosità normali. «Prevalentemente lo fa chi ha qualche difficoltà di vista o luminosità, in particolare chi ha gli occhi molto chiari. Abbiamo anelli di diverso spessore (non solo i due mostrati nel video, ndr) ed è una scelta molto personale e frutto di un adattamento che ogni atleta cerca di fare nel tempo».

Cosa succede se si azzera con condizioni di luminosità perfette e cala la nebbia all’improvviso? Questa la spiegazione dell’allenatore della nazionale italiana maschile: «In questo caso istintivamente si tende ad andare verso il basso, quindi la tendenza è di alzare due tacche come prassi. Ovviamente avendo tanti tecnici in pista, possiamo dare l’informazione ai nostri atleti ancora prima che arrivino al poligono».

Dopo il vento di Otepää bisognerà quindi adattarsi anche alla nebbia? «Preferisco il vento, perché ci sono atleti istintivi che hanno delle belle capacità anche di sparare in situazioni di movimento con poca stabilità. Quando cala la nebbia è più a fortuna, perché non perdona, se non si vede non si vede».

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