Domenica scorsa si è chiusa un’era per il biathlon norvegese. Dopo dieci anni trascorsi ai vertici della nazionale, Siegfried Mazet ha salutato la squadra con cui ha contribuito a costruire un ciclo vincente.
L’addio è arrivato nel modo più simbolico possibile: con una vittoria. Nell’ultima gara sotto la sua guida, la mass start di Holmenkollen, il successo è andato a Johan-Olav Botn, che ha regalato al tecnico francese un congedo perfetto.
Un finale che racchiude il senso di un percorso lungo e ricco di risultati, ma che non cambia la decisione già presa da tempo. Poco prima della gara, infatti, Mazet aveva confermato la notizia sul suo futuro che si rincorreva già da tempo: il ritorno in Francia, dove entrerà nuovamente a far parte dello staff tecnico della nazionale a partire dalla ripresa primaverile degli allenamenti.
Una scelta che segna un nuovo capitolo nella sua carriera, ma che allo stesso tempo riapre scenari interessanti anche sul piano sportivo. Il suo passaggio alla squadra francese aggiunge infatti ulteriore fascino alle prossime stagioni, soprattutto in vista dei grandi appuntamenti internazionali.
Tra i primi a commentare la notizia c’è stato Vetle Sjåstad Christiansen, che ha letto questo cambiamento come uno stimolo in più per il futuro: “È probabilmente la cosa migliore che potesse succedere. Ci darà una motivazione extra per i prossimi anni. Ci saranno i Mondiali in casa e poi le Olimpiadi in Francia, dove avremo l’occasione di batterlo” ha detto il biathleta a NRK.
Parole che raccontano bene l’impatto lasciato da Mazet all’interno del gruppo norvegese. Un impatto che va ben oltre i risultati: “Ha significato tantissimo per noi. È anche grazie a lui se la Norvegia ha vissuto il suo periodo d’oro negli ultimi otto anni” ha concluso Christiansen.
Si chiude così un capitolo importante della storia recente del biathlon, con la sensazione che il legame tra Mazet e i suoi ex atleti non si interromperà davvero, ma continuerà — questa volta da avversari — sulle piste di Coppa del Mondo.

