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Biathlon , Pianeta Italia

Biathlon – Tommaso Giacomel punta già al prossimo inverno: “Attacherò di nuovo”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Il peggio è alle spalle, e la voglia di tornare protagonista è più forte di tutte le disavventure. Dopo lo spavento per l’aritmia che lo ha costretto al ritiro durante la mass start olimpica di Anterselva, Tommaso Giacomel è di nuovo in movimento. Non ancora al massimo, ma abbastanza per guardare avanti con lucidità e determinazione.

«Ho ricominciato a muovermi da una ventina di giorni, tra bici e qualche sciata. Sto bene fisicamente e come se non fosse successo nulla. Ovviamente non ero in forma per pensare di gareggiare gara», racconta al Corriere dello Sport, parlando del finale di stagione mancato.

Il ricordo di quel giorno resta vivido, tra incredulità e frustrazione. In testa alla gara più importante, davanti al pubblico di casa dopo che le precedenti gare non erano di certo andate come avrebbe voluto, e all’improvviso il corpo non risponde più. «Non ho provato paura, perché non riuscivo a capire cosa stava succedendo. Avevo quasi l’impressione di soffocare, i battiti fuori controllo». Più che il timore, però, a emergere è stata la rabbia: «Il primo pensiero è stato: perché proprio adesso?».

Dopo l’intervento e il periodo di riposo, dopo che tutti i gli esami clinici sono stati superati, l’atleta delle Fiamme Gialle è tornato nel circuito mondiale del biathlon ad Oslo, in occasione del finale di stagione, quantomeno da spettatore – e da portaborracce a bordopista – per essere vicino ai compagni di squadra e ai tanti colleghi che lo avevano sostenuto fin dai primi momenti dopo la brutta esperienza. «Tantissimi mi avevano scritto già la sera dopo quella gara. Avevo ricevuto un bellissimo messaggio proprio da Dale, il vincitore di quel giorno. Tutto questo mi ha fatto piacere. Quando è ripartita la Coppa del mondo ho guardato tutte le gare senza problemi, non posso dare la colpa di quanto accaduto a niente e nessuno. Posso solo dire di essere stato sfortunato. Certo è stato strano guardare le gare da casa, anche perché avrei voluto essere lì».

Accettare di non poter essere in pista con gli altri è stata forse la sfida più difficile, superata con il supporto dei medici e delle persone più vicine: «I dottori mi hanno subito detto che avrebbero fatto tutto il possibile per permettermi di tornare a gareggiare. Questo mi ha rincuorato. […] I miei genitori e la mia ragazza mi hanno fatto capire che la mia salute è più importante delle gare. Io volevo solo correre, ma alla fine ho capito e apprezzato quanto mi hanno detto».

Una stagione particolare quella del primierotto, costellata di tante soddisfazioni, ma anche di momenti difficili, come la perdita non solo di un “collega”, ma soprattutto di un caro amico come Sivert Bakken, scomparso tragicamente il giorno dell’antivigilia di Natale. «Faccio ancora fatica a credere e accettare che non ci sia più. Non riesco. Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, invece, sapevo di essermi allenato bene e avere in canna un grande biathlon. Mi è piaciuto conquistare il pettorale giallo, a conferma di essere uno dei migliori. Significa che tutto ciò che ho coltivato funziona».

Lo sguardo, ora, può essere rivolto al futuro con serenità e con una promessa: «I miei sogni sono solo rimandati. All’inizio della stagione speravo di lottare per la generale, ma avevo un piccolo dubbio se avrei avuto bisogno o meno di un altro anno prima di farlo. Invece ho dimostrato di essere pronto già quest’anno e ciò è stato super positivo. Il prossimo anno attaccherò di nuovo».

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