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Biathlon – Marie Dorin-Habert sul passaggio di Jacquelin al ciclismo: “È uno che ha bisogno di fare cose straordinarie”

Continua a far discutere la scelta di Emilien Jacquelin di dedicarsi seriamente al ciclismo per alcuni mesi, con un contratto di allenamento con il team Decathlon-CMA CGM. Una decisione che, all’interno del movimento francese, non è stata vissuta come una vera sorpresa.

A spiegare il perché è stata Marie Dorin-Habert, ex compagna di squadra e oggi commentatrice, che ha offerto una lettura lucida del momento del biatleta del Delfinato. “Potersi esprimere durante una stagione ciclistica è qualcosa che aveva già detto in passato. Non è stata una vera sorpresa”, ha raccontato a Nordic Magazine.

Per Dorin-Habert, la scelta di Jacquelin va letta prima di tutto come la realizzazione di un desiderio personale. “È un’opportunità per lui di realizzare un suo sogno. Parla di ciclismo fin da quando era piccolo, tutti i suoi riferimenti sono lì”, ha spiegato, sottolineando come questa esperienza non rappresenti necessariamente una rottura con il biathlon.

“Non significa affatto che abbandonerà il biathlon”, ha precisato, lasciando aperta la prospettiva di un ritorno dopo questa parentesi.

Secondo l’ex campionessa olimpica, il passaggio al ciclismo si inserisce perfettamente nella personalità dell’atleta. “Penso che sia fantastico. È una persona che ha bisogno di fare cose straordinarie”, ha detto, individuando proprio nella ricerca di nuove sfide una delle chiavi del percorso di Jacquelin.

Resta naturalmente da capire quale potrà essere il livello competitivo del francese nel nuovo contesto. “Ora dovrà allenarsi e dimostrare il suo valore. Non so fin dove arriverà, ma non credo che lo sappia nemmeno lui”, ha aggiunto, mantenendo uno sguardo aperto sulle possibili evoluzioni.

Al di là dei risultati, però, l’esperienza potrebbe avere ricadute positive anche in prospettiva. “È certo che questo passaggio comporterà dei cambiamenti nel suo fisico e nella sua fisiologia, ma potrebbe portargli anche qualcosa di nuovo”, ha spiegato Dorin-Habert, indicando soprattutto un possibile guadagno in termini di maturità.

Un concetto che si inserisce in una visione più ampia del percorso sportivo. “È sempre interessante passare da uno sport all’altro, soprattutto quando si ha già una carriera alle spalle”, ha concluso.

In questo senso, la scelta di Jacquelin appare meno come una deviazione e più come una tappa intermedia. Un modo per esplorare nuovi stimoli senza chiudere le porte, coerente con il profilo di un atleta che, come sottolineato da Dorin-Habert, ha sempre avuto bisogno di spingersi oltre i confini abituali.

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