Prima di chiudere la stagione e concedersi qualche giorno di vacanza, Sebastian Samuelsson si è raccontato in un’intervista a tutto campo, tra bilanci sportivi, vita personale e anche qualche riflessione fuori dal biathlon.
Il punto di partenza resta però la stagione appena conclusa, chiusa senza quel salto in avanti che molti si aspettavano, soprattutto dopo il ritiro dei fratelli Boe. “Non è imbarazzante, ma speravo in molto di più”, ha ammesso con lucidità, senza nascondere una certa insoddisfazione per il risultato finale.
Una stagione che, come spesso accade nel biathlon, ha lasciato più domande che risposte, soprattutto sul piano della continuità. “Molte persone vogliono sapere perché le cose vanno male, ma non è sempre facile saperlo. A volte non lo sai nemmeno tu”, ha spiegato, offrendo uno spaccato realistico delle difficoltà nel leggere le proprie prestazioni.
Nel frattempo, la vita fuori dalle piste ha portato cambiamenti importanti. La paternità, ad esempio, ha inciso anche sul suo approccio quotidiano. “Sono diventato più organizzato”, ha raccontato, sintetizzando un passaggio personale che si riflette anche nella gestione della carriera.
Non manca poi il lato più leggero, quasi ironico, che accompagna spesso le sue dichiarazioni. Parlando di economia e investimenti, Samuelsson ha ammesso di attraversare un momento complicato. “Sto lottando con il mercato azionario, è un periodo difficile per tutti”, ha spiegato, prima di aggiungere con sincerità: “La fiducia in me stesso non è proprio al massimo”.
E la strategia non sembra aiutare. “Cerco di investire di più, ma il problema è che lo faccio e poi le cose peggiorano sempre. Bisogna comprare quando i prezzi scendono, ma è difficile”, ha raccontato, con un tono che mescola ironia e frustrazione.
Accanto a questo, resta una filosofia di vita piuttosto semplice. “Cerco di godermi la vita”, ha detto, spiegando come siano i piccoli dettagli a fare la differenza. “I piccoli lussi quotidiani… a volte torno a casa e trovo un sacchetto di patatine, e questo rende la giornata migliore”, ha aggiunto sorridendo.
Sul piano sportivo, però, la consapevolezza resta alta. Tra i momenti più significativi della carriera, Samuelsson ha indicato senza esitazioni l’oro mondiale nella mass start di Oberhof 2023, definendolo “una gara perfetta”.
Guardando al presente, il suo approccio resta pragmatico. Niente rimpianti particolari e nessuna voglia di cambiare il passato. “Sono abbastanza felice”, ha spiegato, lasciando intendere una certa serenità nonostante le difficoltà.
E anche sul ruolo all’interno della squadra, il pensiero è chiaro. Alla domanda se preferirebbe maggiore attenzione mediatica rispetto ai compagni, ha risposto senza esitazioni: “No, non mi interessa. Sono molto contento di essere un biathleta”.
Tra ironia, autocritica e leggerezza, emerge il ritratto di un atleta consapevole, capace di prendersi poco sul serio fuori dalla pista ma molto lucido quando si tratta di analizzare il proprio rendimento. Anche quando, come ha ammesso lui stesso, “a volte le cose vanno storte”.

