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Biathlon – Il Comitato FISI Alpi Occidentali scommette sul futuro: “Abbiamo ottime doti organizzative, servono più impianti per ampliare il numero di gare”

Il biathlon uno degli sport che è cresciuto maggiormente negli ultimi anni in Italia e la conferma arriva anche dal Comitato FISI Alpi Occidentali che si è sviluppato parecchio e ha permesso di conquistare una serie di medaglie ai Campionati Italiani Giovanili. Questi passi in avanti sono frutto di dirigenti e tecnici come ricordato da Gianluca Barale, vicepresidente del Comitato e referente per il biathlon.

Come tutti gli anni è una stagione impegnativa, però per il nostro comitato è stata, come in passato, molto positiva e piena di soddisfazioni. C’è stato un lavoro sia dei tecnici che dei ragazzi molto importante che ha portato a dei risultati, degli arruolamenti, delle aggregazioni. Quindi, nonostante non possiamo organizzare gare a livello di Coppa Italia, siamo riusciti a ottenere promozioni per tecnici e ragazzi che seguono puntualmente le direttive – spiega Barale ai microfoni del nostro inviato Ermes Morzenti -. Speriamo che in futuro si possa allargare a livello organizzativo la Coppa Italia anche al nostro amato Piemonte perché non riusciamo a organizzare gare. Diventa inoltre impegnativo organizzare trasferte in giro per l’Italia, però tutti questi impegni vengono gratificati dai risultati visto che a livello di Comitati siamo secondi soltanto alle spalle dell’Alto Adige. Tutto ciò ci dà sempre forza e voglia di andare a investire notevoli risorse”.

La costante crescita del movimento emerge anche dalla nuova composizione delle gare, basata proprio sull’arrivo di un numero maggiore di ragazzi, che a volte costringe i Comitati a rivedere i propri piani. Servono investimenti, ma soprattutto grande passione che emerge non solo da coloro che fanno parte dell’organizzazione, ma anche dalle famiglie dei giovani atleti.

“Il biathlon è cresciuto così tanto che abbiamo dovuto trovare dei compromessi, come accade nella Mass Start 60 dove più di sessanta atleti nella categoria aspiranti non possono partire. Tutto ciò è però un buon segnale, perché significa che il movimento è vivo, e al tempo stesso anche nel nostro Piemonte arriva un segnale importante perché significa che ogni anno iniziamo a crescere come numeri. E’ fondamentale quindi gestire le poche risorse a nostra dispozione, visto che sono quelle che sono, ma cerchiamo di gestirel in funzione di praticanti e dei risultati – aggiunge Barale -. Qualche giorno fa abbiamo fatto l’ultima riunione ed è stato compito mio ringraziare innanzitutto a nome dei ragazzi e delle famiglie i nostri tecnici perché hanno fatto un lavoro straordinario. I risultati non vengono dal nulla e non si inventano, non si trovano neanche con la fortuna. Vengono costruiti e noi abbiamo deciso di fare un percorso di otto anni di cui quattro negli ultimi, sempre finalizzati a crescere e ce l’abbiamo sempre fatta. Ogni anno penso che non riusciamo a superare l’asticella perché siamo già al limite, invece c’è sempre stata una piccola crescita che ci ha fatto sempre migliorare e in questo i tecnici hanno fatto sicuramente la loro parte”.

Fra i momenti più attesi dell’annata del Comitato FISI Alpi Occidentali i Campionati Italiani di Biathlon ad aria compressa hanno rappresentato l’apice richiamando al Centro Fondo di Entracque (Cuneo) numerosi atleti delle categorie Ragazzi e Allievi (U13 e U15) da tutto il paese. Un primo passo per ampliare ulteriormente il numero delle competizioni in calendario a partire dai prossimi anni.

E’ stata una soddisfazione organizzare i Campionati Italiani a Entracque, perché comunque abbiamo anche dimostrato le capacità organizzative, visto che il Piemonte ha le capacità. Bisogna avere gli impianti, però sono convinto che anche da lì riusciremo a fare un passo in avanti nei prossimi anni. Però si vede che il movimento è attivo, è numeroso, ma da tutti i parti si vedono dei nuovi club che riescono a prendere parte al biathlon, quindi è una soddisfazione per chi, come me che è già al secondo mandato e quindi sono otto anni, stiamo lavorando soprattutto per il bene dei ragazzi”.

Sulla stessa linea d’onda anche il responsabile della squadra biathlon del Comitato FISI Alpi Occidentali Alessandro Fiandino che ha seguito da vicino i ragazzi piemontesi, impegnati nelle competizioni nazionali.

“E’ stata una stagione sicuramente positiva dal punto di vista dei risultati e dell’andamento della stagione. Abbiamo avuto un inverno abbondante, ricco di neve, con temperature ideali. La considerazione che va fatta è che il biathlon italiano è un movimento sempre in continua evoluzione e viaggia a velocità molto elevate, per cui dobbiamo essere sempre pronti ad aggiornarci e a mantenere questo ritmo per cercare di poter raggiungere e ottenere sempre risultati maggiori. E’ stata una stagione importante sia per i ragazzi della squadra regionale della Coppa Italia, ossia del calibro 22, sia  per quanto riguarda il circuito dell’area compressa, che è il vivaio fondamentale per poter crescere nuovi atleti e nuovi talenti – ha aggiunto il tecnico piemontese -. Si sono svolte come sempre due edizioni sull’area compressa, una abbiamo avuto l’onore di ospitarla appunto in Piemonte, ad Entracque, ed è stato un weekend di grande successo, sia dal punto di vista organizzativo, che dal punto di vista di numeri e di risultati. Questo ci fa benesperare per il futuro, sempre per ottenere migliori risultati e andare avanti in questa direzione”.

Un grosso contributo arriva infine dal Centro Sportivo Esercito che ha sempre creduto nella crescita dei giovani talenti e che è stato al fianco di Fiandino e dei ragazzi anche nel corso dell’inverno 2025/26.

“Il podio nella staffetta ai Campionati Italiani in Val Martello ha valorizzato un lavoro che va avanti negli anni, che dà continuità a quello che stiamo facendo e ci dà fiducia per il futuro. Tutto questo è permesso grazie anche appunto al rapporto che c’è con il Centro Sportivo Esercito al quale va il mio ringraziamento, al comandante e a tutto quanto l’Esercito Italiano, che mi permette da anni di fare questo lavoro, di operare e di collaborare con i comitati occidentali e di rafforzare sempre di più questo rapporto per maggiori risultati”.

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