Einar Hedegart ha deciso di proseguire con lo sci di fondo dopo l’assenza di garanzie da parte della Federazione Norvegese di avere un posto nella squadra élite di biathlon. Una scelta che potrebbe non essere definitiva come riportato da Ole Einar Bjørndalen che si è speso in prima persona perché Hedegart potrebbe mettersi la carabina sulle spalle.
“È appeso a un filo sottilissimo. Finché c’è rimasto anche solo un piccolo filo, ho cercato di fare in modo che si ispessisse un po’, ma questa è una scelta che spetta a Einar. Deve sentire cosa è giusto per lui – ha spiegato il fuoriclasse scandinavo ai microfoni di Nettavisen -. Non credo che il cordone ombelicale sia completamente staccato e se potessi fare qualcosa per renderlo un po’ più robusto, mi piacerebbe, ma non c’è molto che io possa fare”.
Bjørndalen tuttavia si dice fiducioso che l’ente federale possa rivedere i propri piani in vista del futuro, aprendo così a una nuova pagina per la carriera di Hedegart: “La Federazione di Biathlon sa quello che fa, ma molti sono stati molto scettici, e anch’io ero molto scettico riguardo all’offerta che ha ricevuto – ha aggiunto l’ex campione olimpico -. Penso che avrebbero potuto essere un po’ più flessibili e offrire qualcosa in più. Spero quindi che offrano qualcosa in più, in modo da rendere la cosa un po’ più allettante per lui”.
A tal proposito Bjørndalen consiglierebbe alla Federazione di non perdere l’occasione in vista delle Olimpiadi Invernali delle Alpi Francesi 2030 e di puntare su un talento che potrebbe regalare altre soddisfazioni alla Norvegia dopo quanto ottenuto nel fondo a Milano-Cortina 2026.
“Penso che la federazione abbia ora un’occasione d’oro, perché mancano quattro anni alle prossime Olimpiadi e tre anni ai Campionati del Mondo di Kollen. Un talento del genere e un’opportunità simile probabilmente non si ripresenteranno mai più, è comunque molto raro. Perché ora non c’è più solo ‘Einar’, ora c’è ‘Hedegart’, che ha già due medaglie d’oro olimpiche nello sci di fondo. E se fossi un atleta della nazionale, della squadra maschile, sarei felicissimo di avere l’opportunità di allenarmi con una persona come lui, che è lo sciatore più veloce del mondo. È nettamente più veloce dei migliori biatleti – ha concluso Bjørndalen -. E come sia riuscito a migliorare così tanto negli ultimi due anni, penso che sia interessante. Perché era già un buon biatleta prima, ma ora ha avuto un salto di qualità incredibile. Quindi, se fossi stato un corridore, sarei stato curioso di vedere i progressi che ha fatto. Avrebbe dovuto essere il settimo uomo nella squadra élite, ma la federazione ha detto di no, e penso che sia un vero peccato, perché credo che tutti e sei quelli selezionati per la squadra maschile ne avrebbero tratto grande beneficio”.

