Doveva essere la stagione della consacrazione, dopo l’argento mondiale a Trondheim e si è trasformata invece in un lungo e complicato percorso a ostacoli. Il bilancio dell’inverno di William Poromaa è impacabile nei dati raccolti e ancora più pesante nelle sensazioni: risultati lontani dalle aspettative, nessun podio in Coppa del Mondo e lontano dalla top alle Olimpiadi, e la difficoltà costante nel ritrovare sé stesso.
“C’è stato un gran da pensare durante tutta la stagione. Sono emersi all’improvviso nuovi problemi e c’è stata una costante divisione su quale strada intraprendere per andare avanti” ha raccontato ad Expressen.
Un’instabilità che, come spiega lo stesso fondista svedese, è diventata anche mentale oltre che fisica. “Ed è stato estenuante. Alla fine, si ha la sensazione di non avere alcun controllo su nulla.”
Dietro il crollo dei risultati, non c’è un singolo episodio ma una concatenazione di fattori; il punto di svolta in negativo, però, sembra avere una collocazione precisa: un ritiro in altura a Livigno nel mese di settembre. Arrivato con fiducia e sensazioni positive, qualcosa si è incrinato proprio lì.
“Prima di salire in quota, andava tutto benissimo, ma una volta lassù è stato un disastro. Durante una sessione di allenamento su una pista di skiroll ho sentito che qualcosa si era fermato. All’improvviso, non provavo più le stesse sensazioni nel corpo che avevo provato nei mesi precedenti. Allo stesso tempo, non ci ho pensato molto in quel momento. Non è insolito sentirsi esausti in quota a volte. Ma dopo, le cose si sono fatte davvero difficili.”
Da quel momento, una spirale complicata, tra carichi di lavoro, adattamento all’altitudine e primi segnali di malessere. “Non è l’unica ragione, ma è da lì che è iniziato tutto. E questo, unito allo stress di cercare di tornare indietro, credo abbia contribuito a creare una situazione simile.”
Nonostante tutto, Poromaa ha preso parte ai Giochi, senza però riuscire a esprimersi ai livelli attesi. E proprio nel momento più importante, quello della gara simbolo della stagione, è arrivato un altro colpo. Una malanno lo ha costretto a rinunciare alla prova più attesa, la 50km, di cui è vicecampione iridato in carica, trasformandolo da protagonista annunciato a spettatore. Un’immagine, quella a bordo pista, che ha fatto il giro degli appassionati in Svezia.
“Il piano era di non farne un dramma, ma di rimanere nell’ombra. Invece è andata esattamente al contrario. La mia famiglia sarebbe andata lì a dare un’occhiata, e anche i miei cugini, così ho pensato di unirmi a loro. L’alternativa era restare lì da solo in albergo a rimuginare, e mi sembrava peggio, ma non è stato per niente divertente. Verso la fine della gara, quando tutto stava per decidersi, ho pensato: ‘Ca**o, non è stato divertente’. Ma penso che in qualche modo quella sensazione mi abbia fatto bene. Che forse mi abbia portato qualcosa di positivo.”.
