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Combinata , Salto , Sci di fondo

Sci nordico – Alexander Ospelt, candidato alla presidenza FIS, si presenta: “Voglio una FIS in cui tutti discutano”

A pochi giorni dal congresso della Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS), in programma il 10 e 11 giugno a Belgrado, prende forma la sfida per la presidenza . L’attuale numero uno Johan Eliasch si ricandida per un nuovo mandato, ma nel mondo degli sport invernali cresce il dibattito sulla direzione futura della FIS e sul modello di governance adottato negli ultimi anni.

Tra i candidati alternativi emerge il nome di Alexander Ospelt, avvocato del Liechtenstein ed ex presidente della federazione sciistica nazionale. Il suo programma porta un titolo emblematico: “Building Bridges” (costruire ponti, trad.). Un concetto che sintetizza l’idea di una federazione più dialogante e partecipativa.

«Ho riflettuto a lungo su questa decisione e sono convinto di poter contribuire allo sviluppo della FIS grazie alla mia esperienza», ha spiegato Ospelt in un’intervista a Blick, che punta a favorire il dialogo tra federazioni, organizzatori e atleti.

Al centro della sua visione c’è soprattutto il rilancio del “prodotto sport invernali”, con particolare attenzione alle discipline nordiche e al rapporto con pubblico e media. «Dobbiamo organizzare questo sport insieme in modo che resti attraente per gli atleti, le federazioni, gli organizzatori, i partner televisivi e i tifosi, affinché possa essere presentato e commercializzato nel miglior modo possibile.»

Pur evitando promesse troppo rigide, Ospelt insiste sulla necessità di una gestione più condivisa. «Voglio una FIS in cui tutti discutano su un piano di parità e nella quale si trovino insieme soluzioni sostenibili e vantaggiose per tutte le parti coinvolte. Non mi vedo come un decisore solitario, ma come un mediatore»

Il dirigente del Liechtenstein ritiene inoltre che la federazione debba lavorare maggiormente sulla valorizzazione televisiva delle discipline nordiche, in particolare dello sci di fondo e del salto con gli sci. «Il prodotto televisivo deve diventare più attraente e gli atleti devono essere messi maggiormente in risalto. Le liste di partenza dovrebbero essere più ristrette, in modo che le stelle abbiano maggiore visibilità. Ma questo è possibile solo se rafforziamo contemporaneamente i circuiti cadetti, come la Continental Cup, e creiamo un sistema più permeabile.»

Tra le idee sul tavolo c’è anche la possibilità di riportare alcuni eventi nei centri urbani per avvicinare il pubblico agli atleti, citando il lavoro fatto dal biathlon in questi anni come esempio di disciplina che, a suo avviso, viene già presentata molto bene dal punto di vista mediatico. E proprio come per il biathlon, Ospelt proprone di organizzare Campionati del mondo ogni anno, ad esclusione di quelli olimpici: il 58enne non teme una svalutazione del titolo, a condizione che il progetto sia ben strutturato, anzi insiste che potrebbe essere un’ottima opportunità per esplorare nuove venues, in mercati emergenti o in Paesi più piccoli.

Un altro tema su cui insiste è la stabilità dei calendari internazionali. Secondo Ospelt, le federazioni e gli organizzatori avrebbero bisogno di una programmazione pluriennale più chiara. «Abbiamo soprattutto bisogno di un calendario stabilito su quattro o cinque anni. Questo porta sicurezza.»

Durante l’intervista, Ospelt ha più volte sottolineato di non volersi presentare come un leader accentratore. «Non mi vedo come un decisore solitario, ma come un mediatore.» Una filosofia che, secondo il dirigente del Liechtenstein, deriva anche dalle sue origini e dal percorso professionale maturato tra sport, politica e diritto internazionale. Appassionato praticante di sci di fondo, Ospelt racconta di aver completato undici volte l’Engadina Marathon e di seguire con particolare interesse le discipline nordiche.

Infine, alla domanda su cosa farebbe immediatamente in caso di elezione alla guida della FIS, la risposta è stata chiara: «Mi metterei subito al lavoro. Parlare con tutti, ascoltare e affrontare insieme i prossimi passi dello sviluppo della FIS.»

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