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Biathlon , Pianeta Italia

Biathlon – Giacomel pronto e carico per la preparazione estiva: “È tornato tutto normale”

Tommaso Giacomel torna ad allenarsi in bicicletta © Profilo Instagram Tommaso Giacomel

Dopo mesi difficilissimi, Tommaso Giacomel si sta affacciando finalmente e con fiducia alla nuova stagione. Il biathleta azzurro, sta tornando gradualmente agli allenamenti dopo il problema cardiaco che lo aveva costretto a interrompere il proprio inverno agonistico durante la Mass Start olimpica di Milano Cortina 2026, nel momento migliore della gara stessa, quando era in testa dopo i due poligoni a terra.

Un evento che ha compromesso poi l’intera stagione, lasciandolo ai box per il finale dell’inverno 2025/2026 che fino a quel momento sembrava poter consacrare definitivamente il 26enne trentino: in corsa per la classifica generale di Coppa del Mondo. Una tegola pesante che ha aggravato il già pesante periodo iniziato nel mese di dicembre con la scomparsa dell’amico e “collega” Sivert Guttorm Bakken.

Operato pochi giorni dopo l’episodi di fibrillazione, Giacomel ha ripreso gradualmente l’attività durante la primavera. A fine maggio aveva appena completato un blocco di cinque giorni da 27 ore complessive di allenamento, con sensazioni finalmente positive, ma sempre estremamente critico non vede il bicchiere mezzo pieno nell’intervista rilasciata a Biathlonworld.

«Ho ricominciato ad allenarmi più tardi di quanto sperassi», ha raccontato l’atleta delle Fiamme Gialle. «Pensavo che per metà marzo sarei tornato ad allenarmi seriamente. Però tra sponsor e impegni istituzionali aprile è stato caotico come sempre. Alla fine ho ricominciato davvero bene verso metà aprile. Nelle ultime due settimane ho inserito anche sessioni piuttosto intense e tutto ha risposto bene, quindi da lì è tornato tutto normale.»

Secondo Giacomel, il problema non dovrebbe modificare sostanzialmente la preparazione verso la nuova stagione. «Onestamente non credo che cambierà molto. Sono riuscito a tornare velocemente ad allenarmi bene e sentirmi forte. Penso che quest’estate riuscirò ad allenarmi normalmente, come ogni altro anno.»

Dopo aver dovuto mollare la stagione all’improvviso, il recupero mentale, più che quello fisio, è stata più complessa. «Ora sto bene perché sono riuscito a lasciarmi alle spalle quello che è successo», ha spiegato. «Ma in ospedale ho fatto fatica a credere a ciò che mi era accaduto. Non salto quasi mai una gara e improvvisamente ero sdraiato in un letto a guardarle in televisione. Sembrava surreale.»

Fondamentale, racconta, è stato il sostegno della famiglia e della compagna. «Quando sono tornato a casa sono stato fortunato ad avere una famiglia che mi vuole bene e una fidanzata speciale. Mi hanno aiutato a capire che la salute conta molto più delle gare.»

Parte del percorso di recupero è stata anche la presenza alle finali di Coppa del Mondo di Oslo, vissute da spettatore. «Mi ha fatto sicuramente bene. Le persone mi avevano visto lasciare Anterselva in ambulanza, quindi tornare a Oslo e rivedere amici e allenatori è stato un momento bellissimo.»

Ora, chiuso il ciclo olimpico di Milano Cortina dove non ha raccolto quanto sperava, Giacomel guarda già al futuro con la stessa mentalità di sempre. Come prima delle Olimpiadi, il primierotto guarda ancora alla vittoria delal Coppa del Mondo come un obiettivo più importante dell’oro olimpico.

«Onestamente sono felice che tutta l’attesa verso le Olimpiadi di casa sia scemata. Che i Giochi siano in Italia o da un’altra parte del mondo per me cambia poco. Ho sempre dormito tranquillo la notte. Non mi ha mai sopraffatto. Però diventava stancante rispondere continuamente alle stesse domande: “Cosa pensi delle Olimpiadi in Italia? Cosa ti aspetti?”. E probabilmente darò le stesse identiche risposte quando arriveranno le Olimpiadi in Francia.»

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