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Biathlon – Bernd Eisenbichler punta al rinnovamento della squadra tedesca: “Dobbiamo costruire basi solide, ma servono almeno due o tre cicli olimpici per implementare cambiamenti sostanziali”

Bernd Eisenbichler © DSV

Bernd Eisenbichler è tornato dopo quattro anni alla guida della Germania del biathlon in qualità di direttore sportivo, tuttavia per il tecnico tedesco ci sarà parecchio lavoro da fare. Le difficoltà incontrate nel corso delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e il ritiro di Franziska Preuss hanno scatenato una serie di polemiche, tuttavia Eisenbichler ha chiesto pazienza per sistemare le cose.

“Capisco le grandi aspettative del pubblico, ed è giusto che sia così. Il biathlon è molto popolare in Germania e in passato ha ottenuto grandi successi. Ma dobbiamo fare un bilancio interno. Nella stagione 2024/25, i successi di Franziska Preuss hanno oscurato tutto il resto, e sembrava che nel biathlon tedesco andasse tutto a gonfie vele. Ma questo non mi basta. Abbiamo bisogno di solide fondamenta, soprattutto a tutti i livelli – ha spiegato Eisenbichler in un’intervista a Chiemgau24.de -. Quando Franzi è stata costretta a fermarsi più spesso nella stagione successiva, la pressione sul resto della squadra è diventata improvvisamente enorme. Questo può essere particolarmente dannoso per i giovani atleti. Pertanto, il mio obiettivo è quello di avere il maggior numero possibile di opzioni di alto livello per entrambi i sessi”.

A proposito di opzioni, il tedesco ha già applicato alcune novità, ma servirà ancora tempo affinché tutte le modifiche possano essere completamente assorbite e consentano al movimento teutonico di tornare ai livelli delle ultime stagioni.

“Per quanto riguarda il personale, abbiamo apportato modifiche allo staff tecnico del programma femminile, dalla squadra olimpica fino alle squadre juniores. Abbiamo anche apportato modifiche in ambito tecnico e medico – ha sottolineato Eisenbichler -. A livello strutturale, è importante sviluppare ulteriormente la collaborazione e la comunicazione tra i programmi femminile e maschile. Anche le transizioni tra le singole squadre dovrebbero essere più fluide. Vogliamo perseguire una direzione unitaria senza però creare uniformità”.

Guardando al futuro, il direttore sportivo ha aggiunto che non c’è un limite temporale a livello contrattuale, anche perché, al fine di ottenere i risultati sperati, servirà parecchio tempo: “Non abbiamo stabilito una tempistica fissa internamente, ma a mio parere, due o tre cicli olimpici sono importanti se si vogliono implementare cambiamenti sostanziali. Naturalmente, questo dipende anche dal successo e dalle persone coinvolte”.

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