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Sci nordico – A Belgrado apre il congresso FIS: oggi la sfida Oberstdorf-Planica, domani il voto presidenziale

Bandiera FIS © FISI

Belgrado si prepara a diventare per qualche giorno il centro della politica dello sci mondiale. Il Congresso della Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS), in programma nella capitale serba, arriva infatti in un clima tutt’altro che sereno. Quest’oggi, mercoledì 10 giugno, i lavori si aprono con la scelta della località che organizzerà i Mondiali di sci nordico 2031, con un braccio di ferro in corso tra la tedesca Oberstdorf e la slovena Planica. Ma i riflettori saranno puntati sull’hotel Crowne Plaza domani, giovedì 11, quando si terrà l’elezione presidenziale, destinata a trasformarsi in uno dei confronti più tesi degli ultimi anni all’interno della federazione.

Al centro dello scontro c’è ancora Johan Eliasch. Il presidente uscente della FIS, in carica dal 2021 dopo l’era di Gian Franco Kasper, punta alla riconferma per il terzo mandato, ma questa volta la sua candidatura incontra una resistenza molto più forte rispetto al passato.

Negli ultimi mesi contro lo svedese-britannico si è consolidato un fronte di opposizione guidato soprattutto dalle federazioni europee, in particolare Svizzera e Austria, che contestano apertamente la gestione politica e finanziaria della FIS. Il candidato alternativo scelto da questo blocco è Alexander Ospelt, dirigente del Liechtenstein e membro del Consiglio FIS dal 2004.

Tra i dirigenti che guidano l’opposizione all’attuale numero uno federale c’è soprattutto Christian Scherer, direttore generale di Ski Austria, convinto che il presidente uscente non riuscirà a ottenere un nuovo mandato. «Johan Eliasch non verrà rieletto», ha dichiarato senza mezzi termini Scherer in un’intervista al quotidiano tedesco Der Standard. «Ospelt diventerà il nuovo presidente della FIS. Ne sono assolutamente convinto».

Uno dei punti più discussi riguarda anche la posizione personale dello stesso Eliasch che avrebbe costruito il proprio consenso puntando sulle nazioni più piccole, come dimostra la cittadinanza ottenuta in breve tempo in Georgia, Paese che ha presentato la candidatura del 64enne alla FIS, dopo che Svezia e Gran Bretagna hanno preferito puntare su nuove figure. Ci sarebbero inoltre questioni economiche e organizzative molto delicate: se da un lato diversi comitati organizzatori lamentano una scarsa chiarezza nella pianificazione dei calendari di Coppa del Mondo, dall’altro cresce la preoccupazione per la situazione finanziaria, con le riserve economiche della FIS in drastica diminuzione secondo le ultime indiscrezioni, come riporta Le Dauphiné Libéré.

A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate anche alcune defezioni eccellenti all’interno dello stesso entourage di Eliasch. La più pesante è quella di Urs Lehmann, ex presidente della federazione svizzera e nominato CEO della FIS proprio dall’attuale presidente nel tentativo di rafforzare i rapporti con il mondo elvetico. Lehmann ha però rassegnato le dimissioni nei giorni scorsi, segnale evidente di una frattura ormai insanabile. Anche Alexandra Meissnitzer, ex campionessa austriaca entrata nello staff FIS per seguire progetti speciali, ha pubblicamente preso le distanze dalla gestione attuale: «La credibilità dell’intera organizzazione è stata fortemente compromessa dagli eventi delle ultime settimane», ha dichiarato al quotidiano Salzburger Nachtrichten, aggiungendo che molte delle principali federazioni sembrano aver perso fiducia nella leadership attuale. Secondo la stampa austriaca, a Meissnitzer sarebbe stato chiesto di non presentarsi a Belgrado e di interrompere le dichiarazioni pubbliche e le sue dimissioni vengono considerate ormai imminenti.

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