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Sci di fondo

Sci di fondo – Calle Halfvarsson e la paura per l’incendio alla casa dei nonni: “Potevano esserci i miei figli”

Un grande spavento, ma nessun pericolo per Calle Halfvarsson e la sua famiglia che nella giornata di domenica 8 giugno hanno dovuto far i conti con un incendio scoppiato all’interno della casa dei nonni del fondista svedese.

L’incidente sarebbe avvenuto poco dopo la visita del 37enne di Falun che si era recato in visita dei parenti con la moglie e i figli. Un inconveniente da cui i nonni sono usciti fortunatamente indenni.

“Si è sviluppato un incendio al piano superiore. Non sappiamo se sia stato causato da un guasto elettrico o da cos’altro. Poi la casa ha preso fuoco – ha spiegato Halfvarsson ai microfoni di Falu-Kuriren -. È davvero incredibile e un po’ strano pensarci, ma se fossimo rimasti solo altri cinque minuti, forse avremmo potuto spegnere l’incendio. Almeno avremmo potuto correre di sopra e gettare un barile d’acqua sul fuoco, quindi è un disastro totale”.

Nonostante l’ingente danno economico, lo svedese ha potuto consolarsi che nessuno si sia fatto male. Il primo pensiero è infatti andato a cosa sarebbe potuto succedere qualora i figli si trovassero ancora all’interno della casa nel momento in cui l’incendio è scoppiato.

“È stata la nonna ad accorgersi dell’incendio e a far uscire il nonno di casa. Lui era seduto al piano di sotto a guardare una partita di atletica e non si era reso conto di cosa stesse succedendo. Inoltre, i miei figli erano in casa poco prima, e se l’incendio fosse scoppiato mentre erano al piano di sopra?”

Il rammarico più grande riguarda probabilmente i ricordi andati in fumo all’interno di una casa che ha visto Halfvarsson trascorrere numerosi giorni durante l’infanzia e che, nel retro del cortile, lo ha visto imparare a sciare a soli quattro anni.

“È stata la mia seconda casa e ho perso molto. Vecchi film dell’infanzia di mio padre, tante foto e altre cose che mio nonno ha raccolto nel corso degli anni. Ha scritto dei diari che ora sono tutti perduti, ma per fortuna alcuni specialisti sono riusciti a recuperare degli album fotografici”.

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