La preparazione estiva delle squadre italiane di biathlon è entrata nel vivo con i primi raduni collegiali, non prima però di passare da Rovereto (TN) per i tradizionali test funzionali al CeRiSM, il Centro Ricerca “Sport, Montagna e Salute” dell’Università di Verona con cui la FISI collabora ormai da anni. Appuntamento fondamentale per valutare la condizione atletica degli azzurri e impostare il lavoro dei prossimi mesi.
Tra i protagonisti delle giornate in “laboratorio” ci sono stati il veterano Lukas Hofer e Nicola Romanin, due atleti che arrivano all’estate con prospettive diverse ma accomunati dalla voglia di crescere ulteriormente dopo la scorsa stagione.
Per Hofer, ormai uno dei punti di riferimento storici del gruppo azzurro e fresco del riconoscimento di atleta della squadra élite, si tratta di un appuntamento ormai abituale, anche se non particolarmente amato. “Sono un bel po’ di anni che vengo qui, in realtà è un momento che non amo particolarmente perché personalmente non sono un grande amico del rullo”, ha ammesso sorridendo l’altoatesino in un video realizzato dal canale Instagram del CeRiSM.
Il biatleta azzurro ha però sottolineato quanto questi test siano essenziali per programmare al meglio la preparazione: “È un lavoro fondamentale perché abbiamo bisogno di cercare le nostre soglie, capire il nostro stato di forma, vedere come siamo messi con le pulsazioni e con l’allenamento. È importante farlo due o tre volte all’anno”.
Hofer ha inoltre evidenziato il valore del lavoro svolto dal centro trentino e dal personale che segue gli atleti durante tutta la stagione: “Al CeRiSM abbiamo trovato uno staff che ci segue ormai da anni e che ci supporta anche fuori, in pista. Questo è un aspetto molto importante e molto utile per l’inverno”.
Se per Hofer quello di Rovereto è ormai un rito consolidato, per Nicola Romanin si è trattato invece di una novità assoluta. Il 32enne dell’Esercito, reduce da una stagione brillante che gli è valsa per la prima volta l’ingresso nella squadra A, ha affrontato il test con curiosità ed entusiasmo.
“Per la prima volta sono qui a Rovereto per i test funzionali sul rullo e non vedo l’ora di provarlo, perché non l’ho mai fatto prima”, ha raccontato Romanin. “Mi aspetto di fare molta fatica, ma da questa fatica arriveranno nuovi risultati che potrò sfruttare nei miei allenamenti nel biathlon”.
