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Biathlon – A Ceillac il “primo vero raduno” per i francesi. Fourcade: “Impariamo a creare dinamiche di squadra”

Dopo due giorni intensi in bicicletta attraverso alcuni dei passi più iconici delle Alpi francesi, la squadra maschile francese di biathlon ha raggiunto Ceillac, nel Queyras, dove da questo weekend prenderà il via quello che il tecnico Simon Fourcade ha definito il primo vero raduno della preparazione verso la stagione 2026/27.

Il gruppo guidato dal Fourcade e Mazet è arrivato venerdì sera dopo un lungo trasferimento iniziato a Chambéry e caratterizzato da tappe impegnative attraverso il Col du Lautaret, l’Alpe d’Huez, il Col de l’Izoard e il Col de la Croix de Fer. Sul fronte atleti, lo staff tecnico fa ancora a meno di Eric Perrot e Fabien Claude, in preparazione “solitaria” rispettivamente Norvegia e in Nuova Zelanda, e di Emilien Jacquelin, alle prese con la sua avventura nel ciclismo: Quentin Fillon-Maillet sarà alla testa di un gruppo formato sia da atleti della squadra A – Emilien Claude, Gaëtan Paturel, Oscar Lombardot, Valentin Lejeune – che di quella B – Théo Guiraud-Poillot, Damien Levet, Léo Carlier, Guillaume Poirot e Camille Grataloup-Manissolle.

Il raduno, che si concluderà il 19 giugno, rappresenta un momento importante nella costruzione della nuova stagione, come ha spiegato lo stesso Fourcade: “È il nostro primo raduno stage e il nostro vero rientro”, ha dichiarato il transalpino a Nordic Magazine. “A Prémanon, nel mese di maggio, si trattava soprattutto di una ripresa graduale dell’attività. Qui invece iniziamo davvero il lavoro”.

A Ceillac il programma prevede sedute sugli skiroll, lavoro fisico più intenso e il ritorno del tiro in condizioni aerobiche dopo la fase iniziale dedicata quasi esclusivamente al tiro di precisione sotto la supervisione di Mazet. Nonostante la località alpina, il preparatore atletico ha precisato che questa volta il focus non sarà l’allenamento in quota: “Non abbiamo un vero obiettivo legato all’altitudine. Entriamo in una fase della preparazione in cui non rappresenta più la priorità. Ceillac ci permette di scoprire una zona delle Alpi del Sud dove andiamo meno, ma soprattutto l’idea è che questo sia il primo vero stage di coesione: imparare a vivere insieme, creare dinamiche di squadra e costruire basi solide anche all’interno dello staff tecnico”.

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