Lo sci di fondo non sta vivendo un periodo troppo positivo secondo Veronika Stepanova. La campionessa olimpica di Pechino 2022 é preoccupata per la situazione internazionale complice anche il predominio norvegese al maschile e quello svedese al femminile che, secondo la russa, potrebbe andar incontro a un peggioramento.
“La Coppa del Mondo, che ormai non è più solo una Coppa del Mondo, ma una Coppa dell’Europa Occidentale. Viene sempre vinta da sei norvegesi e altrettanti svedesi. Gli altri sono solo comparse. I Campionati del Mondo si svolgono sempre nelle stesse quattro o cinque località, ancora una volta nell’Europa settentrionale o nelle Alpi – ha dichiarato Stepanova in un’intervista riportata da Sports.ru -. In alcune di queste località non c’è nemmeno neve a marzo, ma per gli organizzatori è un problema minore: non hanno bisogno dello sci di fondo; il salto con gli sci è la loro principale attrazione. Crescono le proteste degli ambientalisti contro la neve artificiale, e la neve naturale è sempre meno presente”.
Secondo l’atleta russa lo sci di fondo vivrebbe di fatto nel passato, incapace di evolversi e alle prese con una crisi inarrestabile che starebbe colpendo anche i paesi dove questo sport fanno maggior presa, rischiando di diventare un boomerang per tutti.
“A causa di format arcaici, della mancanza di neve e dell’assoluta incapacità di promuovere i talenti al di fuori dei loro villaggi scandinavi d’origine, si è registrato un forte calo nel numero di bambini e ragazzi che si avvicinano allo sci di fondo – ha aggiunto Stepanova -. Persino in Norvegia, tutti sono passati al calcio, alla pallamano e al padel. Basta guardare le statistiche norvegesi sullo sci: non si tratta di un declino, ma di un vero e proprio crollo, soprattutto tra le ragazze. Come conseguenza di tutto ciò, si assiste a un esodo di massa degli sponsor”.
Per la 25enne russa non resta di fatto che attendere e osservare quale sarà il futuro di questa disciplina che, senza un pronto intervento della Federazione Internazionale, potrebbe portare presto a un’esautorazione totale: “Tutto questo è un ‘autobus per il nulla’, i cui autisti e passeggeri non vogliono raggiungere alcun obiettivo, ma semplicemente viaggiare ovunque possano, senza pensare al domani. O a come il loro tempo potrebbe essere impiegato in modo produttivo. Con uno scopo”.
