Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), guidato dalla presidente Kirsty Coventry, ha approvato ieri, durante la a 146ª sessione del CIO svoltasi a Losanna, una modifica della Carta Olimpica che rafforza il principio di neutralità dello sport, sottolineando come il movimento olimpico debba poter operare senza pressioni governative, culturali, sociali o economiche.
Si tratta di una decisione che apre a conseguenze molto concrete per il mondo dello sport in generale, ma in particolare per gli sport invernali, dove dal 2022 gli atleti russi e bielorussi sono esclusi dalle competizioni internazionali e solamente dallo scorso inverno le porto sono state riaperte con stringenti requisiti. Secondo diversi osservatori, il nuovo testo rappresenta un ulteriore segnale di apertura verso una reintegrazione degli atleti russi e bielorussi – almeno per quanto concerne le competizioni a cinque cerchi.
L’interpretazione è condivisa anche da Antti Pihlakoski, membro del consiglio di World Athletics (Federazione internazionale atletica leggera), come riporta la finlandese Yle News. “Il messaggio del Comitato Olimpico Internazionale è chiaro: agli atleti russi dovrebbe essere consentito di partecipare alle competizioni sportive”, ha commentato. “Il CIO decide quali paesi possono partecipare alle Olimpiadi. Ora la regola è che tutti i paesi possono partecipare e che la possibilità di interferenza da parte delle federazioni sportive è stata eliminata.”
Di fatto, quindi, a partire da questa estate, gli atleti russi e bielorussi potrebbero avere accesso alle gare di qualificazione olimpica nei singoli sport.
Per discipline come lo sci nordico, e ancor più il biathlon, si tratta di un tema particolarmente delicato. Se la FIS ha accettato – dopo un ricorso al TAS da parte dei russi – l’inclusione di atleti e tecnici russi che rispettassero i creteri di neutralità, l’IBU ha continuato a mantenere la linea rigida sostenuta fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, continuando ad escludere Russia e Bielorussia dalle proprie competizioni.
La modifica della Carta Olimpica non comporta automaticamente un cambiamento di queste politiche. Le federazioni mantengono ancora ampi margini decisionali per Coppe del Mondo e Campionati Mondiali. Tuttavia, il peso politico del CIO potrebbe aumentare la pressione affinché si trovi una soluzione che consenta agli atleti di qualificarsi in vista dei prossimi Giochi Olimpici invernali.
