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Biathlon

Un sogno inseguito sin da bambini: da Kirkeeide a Ponsiluoma, i biathleti raccontano la passione per i Giochi in occasione dell’Olympic Day

© Dmytro Yevenko

Le Olimpiadi sono il sogno di ogni atleta che si rispetti, quel traguardo che almeno una volta nella vita vorresti semplicemente raggiungere. Non tanto per un concetto decoubertiano, ma perché vestire la maglia della propria nazionale nella rassegna a cinque cerchi già rappresenta uno dei punti più elevati della carriera.

Molti di loro sono riusciti ad andare oltre e a fare anche la storia delle Olimpiadi come il caso di Maren Kirkeeide che ha esordito ai Giochi a Milano-Cortina 2026 ottenendo l’oro nella sprint come raccontato al sito dell’IBU: «Gli allenatori mi hanno spronata, il che mi ha dato un’energia extra e mi ha letteralmente portata al traguardo. Non si sa mai a che velocità vadano le altre, quindi ho dato il massimo. Sarei stata contenta anche dell’argento. Il fatto di avere ora l’oro è incredibile!».

La giovane norvegese inseguiva però questo traguardo, sin da quando da bambina osservava queste competizioni in televisione, sperando un giorno di trovarsi lei direttamente sulla neve a giocarsi la possibilità di salire direttamente in cima all’Olimpo. «I Giochi Olimpici significano tanto divertimento e competizioni emozionanti. Era il mio grande obiettivo da diversi anni gareggiare lì, e questo mi ha motivata ad allenarmi ancora più duramente per riuscirci».

Medesimo discorso per Simon Eder che però aveva un motivo per seguire i Giochi direttamente davanti al piccolo schermo e riguardava il padre che ha preso parte alle Olimpiadi Invernali Alfred per sei volte. «Ricordo in particolare il decimo posto di mio padre nella gara individuale a Lillehammer. Avevo undici anni all’epoca. Durante una gara indoor a Salisburgo, gli allenatori mi portarono davanti alla TV. Ma ero affascinato anche dalla “caduta” e dalla “rimonta” di Hermann Maier a Nagano nel 1998. Mi alzavo nel cuore della notte per guardare le gare».

Un altro figlio d’arte è Martin Ponsiluoma che, nel corso della propria infanzia, ha sognato di migliorare quanto fatto dal padre ai Giochi nello sci di fondo, ottenendo il primo oro proprio ad Anterselva dove ha ottenuto il titolo nell’inseguimento.

«Fin da quando ero piccolo, dicevo di voler battere il risultato olimpico di mio padre. Ha vinto una medaglia di bronzo nello sci di fondo ai Giochi di Albertville. Quindi è stato un mio obiettivo per molto tempo. Non ci pensavo molto, ma era sempre presente nella mia mente».

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