Dopo due stagioni complicate, segnate da numerosi problemi fisici, e un’olimpiade di Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 di conseguenza difficili, Delphine Claudel affronta il nuovo quadriennio con un approccio diverso. L’obiettivo, almeno per ora, non è guardare al 2030, quando le Olimpiadi saranno in casa, ma ritrovare prima di tutto il piacere di gareggiare.
Intervistata da Le Dauphiné Libéré, la 30enne francese ha spiegato di aver investito molto sui Giochi italiani, dopo gli ottimi risultati ottenuti quattro anni prima a Pechino, dove aveva chiuso nona nello skiathlon e settima nella 30 km. E invece dopo un inizio di stagione convincente, lo scorso inverno è tornato l’incubo dell’anno precedente, che le aveva fatto perdere quasi tutta la stagione, Campionati mondiali di Trondheim compresi: una frattura da stress al piede. Ma prima dell’inizio della stagione era ottimista e pensava di essersi lasciata l’infortunio alle spalle.
“Avevo in mente quei Giochi fin da Pechino. Pensavo che Milano-Cortina sarebbe stato il momento in cui sarei stata al massimo della forma. Invece le ultime due stagioni sono state molto difficili e sapevo di non avere le armi per essere competitiva al cento per cento. È stato frustrante e difficile da accettare, ma mi sono anche detta che le Olimpiadi sono qualcosa di speciale, non il fine ultimo della mia carriera. Sapevo di non essere arrivata ai Giochi nelle migliori condizioni, quindi la delusione è stata relativa. Certo, le difficoltà sono nate dagli infortuni, ma sono stata anche felice di vivere quell’esperienza insieme alle ragazze più giovani.”
Per questo il prossimo inverno rappresenta un vero e proprio punto di ripartenza personale per la transalpina: “Faccio sci di fondo prima di tutto per me stessa. Voglio ritrovare le sensazioni giuste, tornare a essere quella ragazza che va forte sugli sci e poter lottare di nuovo con le migliori. Lo vivo più come una sfida personale che come una stagione con i Mondiali.”
Proprio il rinnovamento della squadra femminile francese si è rivelato un sostegno importante nei momenti più complicati.
“Le giovani mi hanno aiutata tantissimo quando stavo attraversando un periodo difficile, sia fisicamente che mentalmente. Lo sci di fondo è uno sport molto duro, che richiede enormi sacrifici, e quando i risultati non arrivano è difficile reggere la situazione. Oggi abbiamo un gruppo numeroso e competitivo, con un ottimo livello. Credo però che non abbiamo ancora espresso tutto il nostro potenziale e sono curiosa di vedere cosa riusciremo a fare nelle prossime stagioni.”
Persino la maggiore concorrenza interna, non sembra essere un’ostacolo ma uno stimolo positivo, secondo Claudel.
“Una volta era più facile conquistare un posto in Coppa del Mondo. Oggi i posti sono tutti occupati e bisogna lottare per meritarseli. Questo spinge tutte a dare qualcosa in più.”
Quanto ai Giochi olimpici invernali delle Alpi Francesi 2030, disputati in casa, la francese preferisce non fare programmi.
“Ho già trent’anni e quattro anni possono sembrare pochi, ma sono anche tantissimi. Dopo le ultime due stagioni difficili non voglio vivere altri quattro anni così. Se non riuscirò a ritrovare il piacere di fare fatica, sarà complicato continuare. Credo in me stessa e penso che le cose possano migliorare, ma preferisco affrontare una stagione alla volta. Partecipare sarebbe straordinario, ma cerco di non pensarci troppo perché è ancora molto lontano. Se le Olimpiadi non fossero in Francia, probabilmente non mi porrei nemmeno la domanda di arrivare fino al 2030. Forse, a un certo punto, avrò anche voglia di dedicarmi ad altro.”
