Si è concluso venerdì mattina il lungo viaggio intorno al mondo di Fabien Claude e della compagna Maria Fabregat. Dopo quasi tre mesi lontano dal proprio Paese e dagli allenamenti con la squadra – visto che di fatto ha trovato il modo di allenarsi autonomamente in Nuova Zelanda dove ora è chiaramente inverno – il biatleta francese è rientrato in patria con entusiasmo rinnovato e obiettivi ben definiti per il nuovo quadriennio olimpico.
Partita il 10 aprile, l’avventura della coppia li ha portati alle Maldive, in Indonesia, quindi in Nuova Zelanda, dove hanno trascorso diverse settimane. L’ultima tappa è stata New York, prima del ritorno in Francia. Nel mezzo qualche cambio di programma per il 31enne, che sperava anche di poter tornare a sciare assieme al “collega” Campbell Wright, ma le condizioni di innevamento non sono state sufficienti.
Il viaggio resterà però comunque indimenticabile, anche e soprattutto per un motivo personale: proprio in Nuova Zelanda, sul celebre Monte Taranaki, il nativo di Épinal ha chiesto alla compagna di sposarlo.
«È stata un’esperienza bellissima e molto arricchente. Sono ricordi che porteremo con noi per tutta la vita», ha raccontato il campione olimpico della staffetta a Nordic Magazine, certo che questa lunga pausa gli abbia restituito energie e motivazioni. «Ho la sensazione di aver aperto gli occhi e di amare il biathlon ancora più di prima. Ho l’entusiasmo di un ragazzino. Potete contare su di me per il futuro».
Secondo il transalpino, il lungo periodo trascorso lontano dalle gare gli ha permesso anche di prendere le distanze dalle pressioni del biathlon di alto livello per poter tornare immediatamente alla routine di atleta: già sabato Claude è tornato ad allenarsi al poligono.
«Sono felicissimo di ritrovare i miei strumenti di lavoro, soprattutto la carabina, e di tornare a essere un biatleta al cento per cento. Rientro con una motivazione enorme per questo nuovo ciclo olimpico» ha spiegato. «Quando sei immerso nella stagione non te ne accorgi, ma la pressione mediatica e i social ti fanno consumare tante energie. Questo viaggio mi ha aperto gli occhi su molte cose. Per la prima volta non mi sono sentito in colpa di non essermi allenato. Ora so dove sono e dove voglio arrivare.»
Claude si dice oggi «motivato», «sereno» e «forse ancora più ambizioso di prima»: l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare al massimo della forma ai Giochi Olimpici Invernali del 2030.
«Voglio essere protagonista nel 2030. Alle ultime Olimpiadi non sono riuscito a conquistare una medaglia individuale ed è qualcosa che mi manca. Voglio vincere quella più prestigiosa. È una casella che non ho ancora spuntato e farò tutto il possibile per arrivare pronto. Tra quattro anni ci sarò.»
Claude tornerà al lavoro con il resto della nazionale francese nel raduno in programma dal 14 al 24 luglio a Prémanon.
