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Sci di fondo

Sci di fondo – Gli allenatori Fabio Pasini e Andrea Gola raccontano a Fondo Italia la nuova nazionale juniores

Tra conferme e nuovi volti, la squadra nazionale junior di sci di fondo ha inaugurato un nuovo ciclo tecnico. Alla guida del gruppo Under 20, dopo l’inedita divisione dal gruppo Under 23, ci sono Fabio Pasini, dopo sei stagioni da skiman promosso al ruolo di allenatore, e Andrea Gola, approdato in Nazionale dopo dodici anni di esperienza nel Comitato Alpi Occidentali. Fondo Italia li ha incontrati durante il raduno estivo tra Abruzzo e Molise, dove hanno tracciato un primo bilancio del lavoro svolto e illustrato la filosofia che guiderà il percorso dei giovani fondisti.

Dall’importanza della formazione, umana oltre che tecnica, alla preparazione del delicato passaggio verso le categorie superiori, passando per il rapporto con gli atleti e al lavoro svolto in queste settimane, i due tecnici raccontano come stanno costruendo il futuro del fondo italiano.

Buon pomeriggio a tutti e due. Provenendo da due esperienze diverse ma accomunati dalla grande esperienza con i giovani fondisti, qual è stata la vostra reazione quando vi è stato proposto questo incarico e come avete preso in mano la situazione?

Fabio Pasini: «Per me è la settima stagione con la squadra junior. Prima mi occupavo più della preparazione dei materiali, anche se d’estate davo una mano un po’ per la preparazione e ho sempre fatto tutti i raduni. Quando Paolo (Rivero, DT giovanili, ndr) ci ha chiesto di questo nuovo incarico penso che non abbiamo avuto problemi perché siamo stimolati e ci piace avere a che fare con i ragazzi di questa età. Il mio compito è sempre stato quello di trasferire la mia esperienza che ho avuto da atleta longevo, avendo corso fino a 38 anni e mi alleno ancora un po’ con loro anche se ogni anno faccio sempre più fatica, però mi piace. Con l’innesto di Andrea sapevamo di poter seguire e impostare il lavoro seguendo la linea degli altri anni. I ragazzi sono motivati e si allenano perché non è scontato avere ragazzi di 18-19 anni che hanno voglia di fare fatica. Come sappiamo con gli sport di resistenza, con i giovani è difficile e noi, guardando fuori dal nostro ambiente, ci lamentiamo per quelle che sono delle piccolezze, ma questi ragazzi sono molto bravi, come oggi hanno fatto 4 ore di ski roll sotto il sole e dopo vederli così entusiasti per noi è una bella cosa.»

Andrea Gola: «Sono stato in Comitato per 12 anni e ho vissuto più ere. Quando sono entrato avevo 5 anni di più dell’atleta più grande che allenavo. Bisogna stare un po’ al passo, sicuramente non lo sono quanto loro, però bisogna cercare di entrare un po’ dentro quello che è l’organismo e tutti i meccanismi dell’atleta, perché ci sono tanti aspetti che cambiano nel tempo, partendo dall’allenare dei ragazzi del 1996 ora mi trovo ad allenare dei ragazzi del 2007, però è chiaro che questo prima cosa mantiene giovani, però comunque bisogna sempre stare un po’ indietro, dando i giusti stimoli, soprattutto nel rapporto umano che si crea. Pur mantenendo i due ruoli ben distinti, è importante trovare il giusto equilibrio per passare in maniera armoniosa i lunghi giorni di raduno, sia per noi che per noi, per poterlo trasformate in un fattore produttivo. E quindi a quel punto le programmazioni possono essere diverse, ma alla fine quel che rimane è quello che si riesce a dare ai ragazzi.»

A proposito del “dare ai ragazzi”, il DT Rivero in un’intervista a Fondo Italia ha parlato di “obiettivo formativo” per il gruppo junior. Come traducete voi questo a livello pratico?

Pasini: «Paolo ha detto le parole giuste, perché come ho detto sempre negli anni, noi siamo chiamati a formare i ragazzi a certe cose, prepararli ad arrivare tra i Senior, essendo veramente pronti a essere atleti veri. E noi dobbiamo distinguere un po’ queste fasi. Noi cerchiamo di dare il nostro meglio, di farli sbagliare meno, perché io da atleta ho provato queste cose e so quanto ho imparato dai miei errori. Perciò gli errori se ne fanno sempre, a noi tocca farli sbagliare meno e portarli a essere pronti ad avviarli al mondo dei Senior, che lì è un passaggio delicato. Dalla squadra Junior alla squadra Under-23 il passaggio, abbiamo visto negli anni, è molto delicato. Junior va sempre tutto bene, è un po’ una bolla, il passaggio Senior è molto delicato e dobbiamo essere pronti a dare loro le nozioni base per essere pronti al mondo Senior, dove i nostri colleghi insegneranno loro a essere veri atleti.»

Come sta andando questo raduno, cosa avete fatto finora?

Gola: «Siamo in raduno da lunedì scorso, il raduno è iniziato a Capracotta in Molise e poi ci siamo trasferiti a Barrea. Sicuramente è stato un training camp molto utile per i ragazzi perché per molti dei ragazzi è stata la prima volta che venivano ad allenarsi qua, quindi posti nuovi, stimolanti e questo aiuta anche per incentivare il movimento del centro-sud perché è importante che la FISI sia presente in tutta Italia, e non solo al nord e che i nostri ragazzi, così come quelli dell’Under 23, siano da stimolo anche per i ragazzi del centro-sud. Ci siamo trovati benissimo grazie a Tommaso Tamburro e a tutti i referenti che in questi giorni hanno ruotato intorno a noi e ci hanno dato una gran mano. Le zone sono perfette perché alla fine non sono troppo trafficate quindi anche con lo skiroll siamo riusciti a fare gli allenamenti. La pista di skiroll a Capracotta è stata sicuramente un valore aggiunto, quindi molto utile per noi e stimolante. Qui sulla costa poi, oltre al contesto incredibile, sulla ciclabile abbiamo fatto una bella seduta di allenamento specifico in double poling.»

Parlando del gruppo, quest’anno avete tre ragazzi che erano già in squadra e gli altri sono tutte new entry. Come sono e come li trovate rispetto al passato: sono già preparati, con una mentalità diversa?

Pasini: «Sicuramente io ho vissuto, come diceva Andrea, un po’ tutte le ere, io anche da atleta, e sicuramente adesso non è più come quando correvamo noi da Junior. Gli atleti arrivano molto più preparati, più consapevoli di quello che fanno, anche grazie ai social e alle nuove tecnologie, noi invece eravamo alla scoperta un po’ di tutto. Poi il gruppo c’era gente forte allora, c’è gente forte adesso, da Junior passano tutti più forti. Noi dobbiamo cercare solo di riuscire a fargli dare il meglio e come dicevo prima, prepararli per il mondo Senior. Poi grandi differenze non se ne vedono quest’anno, è uno dei gruppi più omogenei con cui mi sono trovato.»

Gola: «Da quello che posso vedere da fuori, da tecnico ex tecnico del comitato, arrivando in Nazionale ho visto molta continuità, un’idea di preparazione e di programmazione molto simile tra i vari Comitati. Pensavo di arrivare qua e vedere tante disomogeneità sulla programmazione e sulle ore, invece alla fine i ragazzi sono pronti, hanno un background importante di conoscenze e il mio obiettivo è responsabilizzarli e renderli indipendenti nel lavoro che devono fare e sul perché devono farlo. Si vede che il lavoro dei comitati e dei gruppi sportivi militari è sulla stessa linea, quindi anche parlando con i ragazzi ci siamo messi sulla stessa linea in un attimo e abbiamo cominciato a lavorare.»

Quando li avete conosciuti c’è qualche consiglio che avete dato loro quando vi siete presentati?

Gola«Da parte mia, bene o male tutti mi conoscevano e sapevano da dove arrivavo, che ho fatto la gavetta in un certo senso e ho detto loro di vivere tutto questo con serenità, senza mettersi troppa pressione addosso, perché a livello mentale è più quello che riesci a esprimere quando sei tranquillo che quando magari sei in una situazione di ansia o di pressione perché devi ottenere un certo tipo di risultato. Poi è chiaro che il rapporto deve essere sincero, poi tanto dipende da loro.»

Pasini: «Quello che ho dico loro da anni, avendo vissuto l’esperienza in prima persona, è che gli anni da Junior te li ricordi sempre. Magari io non ricordo più tante cose che ho fatto da Senior, però i due anni da Junior me li ricordo, perciò gli dico di viverli intensamente, con serenità e a questa età devono anche divertirsi.»

Ultima domanda. C’è sinergia tra voi e le squadre superiori, in particolare l’Under 23, e di che tipo? 

Gola: «Quando sono arrivato nel gruppo ho chiesto a chi c’era già nello staff di avere una continuità del progetto. In questi anni sia Matteo Betta che Stefano Corradini, coordinati da Paolo Rivera e ovviamente con Fabio, hanno fatto un ottimo lavoro con i ragazzi Junior. Il nostro obiettivo è portare avanti il loro progetto, proprio per creare una sinergia con il progetto Under 23. Si tratta di un percorso e quindi dobbiamo lavoriamo a step: questo è un primo step, l’Under 23 sarà il prossimo step, la Coppa del Mondo è lo step, diciamo, finale. Ed è importante che gli atleti siano a conoscenza che tutto quello che facciamo ora viene poi verrà portato avanti anche nelle squadre successive…e non è esattamente un principio scontato.»

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