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Biathlon , Sci di fondo

Sci nordico – Dalla Germania l’AD della DSV Schwarzbach teme il ritorno dei russi: il nodo principale resta il sistema antidoping

Foto credits: Manzoni/IBU

Dopo la decisione del CIO di revocare le sanzioni nei confronti del Comitato Olimpico Russo, il dibattito sul ritorno degli atleti russi alle competizioni internazionali resta aperto anche all’interno degli sport invernali. Tra le voci più caute c’è quella di Stefan Schwarzbach, membro del consiglio direttivo e direttore generale della Federazione tedesca di sci (DSV), che invita a considerare la complessità della situazione.

Pur sottolineando che anche gli atleti russi hanno subito le conseguenze delle decisioni politiche degli ultimi anni, Schwarzbach ritiene prematuro parlare di un ritorno senza restrizioni.

“Non ci sono soltanto gli atleti ucraini, ma naturalmente anche quelli russi. Alla fine sono loro a soffrire maggiormente di questa situazione e probabilmente sono anche quelli che ne hanno meno responsabilità” ha dichiarato ad un’intervista all’emittente bavarese BR.

Il dirigente tedesco ha spiegato che la DSV ha preso atto della decisione del Comitato Olimpico Internazionale, ma mantiene alcune riserve, soprattutto riguardo al contesto politico; la decisione operativa spetterà ora alle federazioni internazionali, in particolare FIS e IBU – benché quest’ultima abbia chiuso le porte pressoché immediatamente -, chiamate a tradurre in pratica l’indicazione arrivata dal CIO.

“Resta da vedere se le condizioni politiche siano davvero cambiate al punto da poter eliminare la neutralità e rivedere atleti che gareggiano sotto la bandiera russa ai Mondiali e in Coppa del Mondo. Faremo certamente sentire la nostra opinione, ma il processo decisionale procederà dall’alto verso il basso.”

Uno degli aspetti più delicati riguarda il sistema antidoping russo. Per il dirigente del DSV, il suo pieno ripristino richiederà tempo e non potrà avvenire nell’immediato.

“In linea di principio si tratta di rimettere in funzione il sistema antidoping in Russia, e non è così semplice. Non si può passare da zero a cento da un giorno all’altro: serve un periodo di preparazione. Abbiamo sempre ritenuto che le condizioni per un ritorno degli atleti russi non fossero ancora presenti.”

Infine, Schwarzbach ha evidenziato anche il forte impatto umano della questione, ricordando che l’eventuale ritorno degli atleti russi potrebbe portare nuovamente a confronti diretti con gli atleti ucraini.

“Esiste una componente altamente emotiva”, ha osservato, aggiungendo di essere fiducioso che le federazioni internazionali e il nuovo presidente della FIS, Alexander Ospelt, siano pienamente consapevoli delle responsabilità che li attendono.

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