Il ritorno di Einar Hedegart al biathlon dopo i successi nel fondo dello scorso inverno sta mettendo alla prova il campione olimpico norvegese. Dopo l’eccellente vittoria nella Lysebotn Opp nella prima giornata del Blink Festivalen la scorsa settimana, le sorti del 23enne nelle gare di biathlon sono state decisamente più complicate, con un deludente 10/20 al tiro nella supersprint e altri sei errori nella mass start.
Hedegart non ha nascosto la propria delusione: «È stato un grande passo indietro. È questo ciò su cui veniamo misurati. Sono un po’ preoccupato», anche se non è particolarmente preoccupato e un passo indietro nel suo percorso è non solo prevedibile ma anche auspicabile.
Per il nuovo tecnico di tiro della nazionale norvegese, Anders Øverby, però, il difficile weekend di Sandnes può trasformarsi in un’esperienza utile nel percorso di crescita dell’atleta: «Si tratta molto di routine: costruire abitudini che resistano a condizioni diverse e permettano di avere delle certezze, indipendentemente dal tipo di stress che arriva», ha spiegato a TV2. Proprio per questo, secondo l’allenatore, affrontare situazioni di gara così complicate è prezioso per Hedegart: «È abbastanza importante fare una prova del genere».
Più tranchat invece il voto emesso da Ole Einar Bjørndalen, in veste di esperto dell’emittente scandinava, che invita però a non leggere i risultati del Blinkfestival come una previsione della stagione invernale.
«10 nella gara in salita e 1 nelle gare di biathlon», ha sintetizzato l’ex fuoriclasse norvegese. Secondo Bjørndalen, quanto accaduto non era comunque sorprendente: «Le gare-spettacolo richiedono tantissimo dal punto di vista mentale».
Anche Johan-Olav Smørdal Botn ha ridimensionato il significato delle prestazioni al tiro di Hedegart, ricordando come lo stesso Blinkfestival possa fornire indicazioni molto poco attendibili sulla condizione invernale. L’anno precedente, infatti, Botn aveva registrato una percentuale di tiro molto bassa a Blink per poi conquistare l’oro olimpico.
Bjørndalen, tuttavia, vede in Hedegart qualcosa di particolare. A differenza di un normale atleta alle prime armi nel biathlon, l’ex campione olimpico ritiene possibile un ritorno ai massimi livelli in tempi brevissimi e non solo un percorso in vista delle gare iridate di Holmenkollen 2029: «La strada normale sarebbe concedergli un anno per ricostruire le basi e un altro per diventare stabile. Ma lui non è normale». Per questo Bjørndalen non esclude addirittura un esordio in Coppa del Mondo già nella stagione 2026/27: «Credo che Hedegart possa arrivare in Coppa del Mondo questa stagione. Ma per farlo dovrà dare la massima priorità all’inizio della stagione».
Il Blinkfestival, dunque, ha mostrato soprattutto quanto lavoro resti da fare al poligono. Ma, nelle parole di Øverby e Bjørndalen, la battuta d’arresto non sembra aver cancellato la possibilità che il particolare talento di Hedegart possa permettergli di bruciare rapidamente le tappe.
