A pochi mesi dal suo ritorno in Francia dopo dieci anni nello staff norvegese, Siegfried Mazet traccia un primo bilancio del lavoro come nuovo allenatore del tiro della nazionale maschile francese.
Dopo tre raduni tra maggio e luglio e la possibilità di osservare gli atleti in un primo confronto con i loro diretti avversari durante il Blink Festival, Mazet si dice soddisfatto del percorso ai microfoni di Nordic Magazine: «Globalmente abbiamo fatto tutto quello che volevamo, non abbiamo avuto infortuni e la preparazione procede bene».
Il primo obiettivo era soprattutto costruire un rapporto con i suoi nuovi atleti. Subentrato a Jean-Pierre Amat, il transalpino ha spiegato fin dall’inizio di avere una personalità e una metodologia differenti: «Gli atleti hanno imparato a conoscermi e sanno cosa mi aspetto da loro e come vedo le cose. Il mio obiettivo non è che aderiscano alla mia strategia, ma che ci credano e la comprendano».
Un processo che richiede anche un certo lavoro pedagogico, perché alcuni automatismi degli atleti possono essere diversi da quelli che l’allenatore si aspetta. Tutto il lavoro estivo, però, ha un unico obiettivo: preparare i biatleti alle situazioni che incontreranno durante l’inverno.
Per quanto riguarda le differenze rispetto all’esperienza norvegese è il fatto è sicuramente la sinergia lavorativa del gruppo A, da lui seguito , con il gruppo B dei tecnici Louis Deschamps e Bastien Moretti. Una scelta che, secondo il tecnico francese, sta creando un ambiente particolarmente positivo: «C’è una dinamica fantastica nel gruppo, si crea una competizione tra le generazioni. I giovani del gruppo B possono misurarsi con il meglio del biathlon mondiale. Questo mostra loro la strada da seguire e ciò che devono ancora conquistare. Ognuno può trovare il proprio posto e questo crea una bella dinamica.»
Il prossimo appuntamento sarà il raduno di Bessans, dove il tecnico potrà seguire da vicino i suoi atleti fino al 21 agosto, prima del successivo stage di settembre a Corrençon-en-Vercors.
