Dopo il disastro al maschile delle Olimpiadi di Milano Cortina, chiuse senza medaglia, la Svezia riparte senza nascondere quanto accaduto e assumendosi le proprie responsabilità; dopo una stagione così importante rimasta ben al di sotto delle aspettative, la nazionale maschile ha deciso di voltare pagina attraverso una profonda valutazione interna e diversi cambiamenti nello staff verso l’appuntamento cruciale dei Mondiali in casa a Falun.
A Torsby, che ha ospitato la squadra per un raduno, il gruppo ha assaporato un’atmosfera nuova: la stagione passata aveva infatti lasciato forte insoddisfazione all’interno della squadra e dopo le Olimpiadi, gli atleti avevano espresso pubblicamente il proprio malcontento e le discussioni emerse attraverso i media hanno portato a una valutazione approfondita tra gli stessi fondisti di ciò che non andava.
La prima conseguenza è stato il rinnovamento dei quadri dirigenziali e tecnici; Niklas Jonsson è stato designato nuovo responsabile della nazionale, alla testa di un duo di allenatori formato dal norvegese Egil Kristiansen e Lars Ljung, che è stato invece confermato dalla passata gestione.
Tra le novità più sentite dagli atleti c’è anche l’intervento sul rapporto quotidiano tra allenatori e atleti: tra le novità spicca infatti un maggiore monitoraggio degli sciatori durante i periodi trascorsi a casa, tra un raduno e l’altro, con l’obiettivo di seguire più da vicino il lavoro individuale. E gli atleti ammettono di aver sentito la differenza fin da subito.
«È per questo che siamo qui oggi, perché sentiamo di essere stati ascoltati. Nel complesso tutto sembra positivo, è un po’ una ripartenza con i nuovi allenatori e con Niklas» racconta William Poromaa ai microfoni di SVT.
I fondisti stessi però non sono stati di certo esenti da critiche e revisioni: al termine della stagione scorsa, gli atleti sono stati chiamati a effettuare una personale valutazione di quanto fatto. Edvin Anger non usa giri di parole per spiegare cosa, secondo lui, non abbia funzionato: «La disciplina non è stata davvero quella che avrebbe dovuto essere, anche se io ho sempre cercato di fare attenzione», ha ammesso. «Soprattutto in certi allenamenti a intervalli in cui scherzavamo troppo. Ora con una nuova coppia di allenatori c’è maggiore concentrazione, competizione e molte ore in più di lavoro. C’è curiosità nel vedere quali risultati otterremo.»
Lo conferma anche Kristiansen, ex preparatore tecnico della squadra maschile norvegese di biathlon di Coppa del Mondo: «Oggi siamo molto concentrati nel mantenere la disciplina. Quando ci alleniamo con un determinato esercizio rimaniamo concentrati su quello e cerchiamo di non andare su qualcosa di diverso. Ho avuto la sensazione che ci siano stati problemi in passato in questo senso.»
Ljung invece entra in dettagli più tecnici, spiegando cosa non è andato rispetto allo scorso anno:«Abbiamo compreso di aver esagerato con l’intensità in questo periodo dell’anno, quindi abbiamo modificato il programma, riducendo l’allenamento ad alta intensità a favore di un volume leggermente maggiore. Si tratta di cose semplici per sviluppare la resistenza che è qualcosa che forse era andata un po’ persa nelle passate stagioni, se devo fare una critica al mio operato.»
