Il comunicato inviato dalla Federazione Ucraina e la decisione ribadita dai membri norvegesi del Consiglio lasciano poco spazio all’immaginazione in vista della riunione dell’IBU nella quale si discuterà l’eventuale ritorno dei russi in gara.
Le possibilità che ciò avvenga sono alquanto ridotte considerato le posizioni espresse dalle varie federazioni e ciò ha causato tensioni dalle parti di Mosca dove non sono mancate le critiche: “È assolutamente incomprensibile. Fanno riferimento al regolamento stesso del biathlon e lì non si menziona il termine ‘atleta neutrale’ – ha spiegato Svetlana Zhurova ai microfoni dell’agenzia RIA -. Questo comportamento è tipico delle federazioni invernali. Si imitano tutte a vicenda e dicono la stessa cosa. E se ammettono qualcuno, lo fanno in modo molto selettivo. Il problema è che si tratta di una lobby europea, e quasi tutte le competizioni internazionali si svolgono in Europa. E fanno di tutto per intralciare”.
Sulla stessa linea d’onda anche l’ex campione olimpico Dmitry Vasiljev e il commentatore tecnico Dmitry Guberniyev che non hanno nascosto la propria irritazione: “Ci sono così tante persone russofobe lì che non ci si poteva aspettare altro – ha aggiunto il primo ai microfoni di Tass a cui ha fatto eco il secondo a quelli di Match TV-. Non ha senso aspettare. I nostri biatleti saranno gli ultimi a poter tornare. Pertanto, dobbiamo solo rilassarci e organizzare competizioni all’interno del paese, collegando al contempo i campi e smascherando l’IBU”.

