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Biathlon , Salto , Sci di fondo

Da Harald V a Haakon VIII: la corona norvegese passa a un nuovo re con gli sci nel cuore

Photo Credits: Ryoyu Kobayashi/Instagram

Si è spento questa mattina a Oslo re Harald V. Con la morte del sovrano più longevo d’Europa per la Norvegia si chiude un’epoca: sul trono dal 1991, dopo la morte del padre Olav V, Harald ha rappresentato per oltre tre decenni una monarchia profondamente legata all’identità del Paese. E pochi elementi raccontano questa identificazione meglio della sua passione per lo sport, e in particolare per lo sci e per quelle discipline nordiche che in Norvegia sono molto più di una tradizione agonistica: sono parte della storia e della vita quotidiana.

La sua era una passione autentica, coltivata ben prima dell’ascesa al trono; benché fosse un velista esperto, fino a rappresentare il suo Paese – anche in veste di portabandiera – in tre edizioni olimpich differenti, lo sci rimase per il reale uno dei legami più forti con la cultura sportiva norvegese. Non soltanto un interesse istituzionale, dunque, ma un rapporto personale con il mondo degli sport invernali e con Holmenkollen, la collina “simbolo” dello sci nordico.

Per anni re è stato una presenza fissa sulle tribune reali di Holmenkollen, accanto alla regina Sonja e agli altri membri della famiglia reale. Sci di fondo, salto con gli sci, combinata nordica e biathlon: le grandi giornate di Coppa del Mondo hanno avuto spesso il sovrano tra i loro spettatori più affezionati. Dalla tribuna reale seguiva le gare, salutava e si congratulava con gli atleti, partecipando a quella festa popolare che ogni inverno trasforma Holmenkollen in uno dei grandi santuari dello sci nordico. Rimane nella storia l’inchino di Johannes Boe, in mezzo alla nebbia, sulla linea del traguardo, oppure l’abbraccio con Therese Johaug, più simile a quello con una nipote che con un’atleta, a testimonianza dell’empatia e dell’umanità dell’uomo oltre il Capo di Stato. Non stupisce dunque l’ondata di tributi con cui gli atleti stanno inondando i social in queste ore, condividendo anche i loro ricordi più personali.

Photo Credits: Dmytro Yevenko

Il riconoscimento più significativo di questo rapporto arrivò il 19 marzo 2007. In occasione dei suoi settant’anni, re Harald ricevette insieme alla regina Sonja la Medaglia Holmenkollen, il più prestigioso riconoscimento dello sci norvegese, sulle orme del padre, re Olav V, e prima ancora suo nonno Haakon VII. La motivazione sottolineava proprio il lungo legame della coppia reale con lo sci e con le manifestazioni di Holmenkollen.

Ora quella tradizione passa al figlio Haakon, che gli succede al trono. Un passaggio di consegne che avviene anche nel segno di una continuità sportiva: il nuovo sovrano condivide infatti la passione del padre per gli sport nordici e per la vita all’aria aperta: nel 2025 l’allora principe ereditario era entrato nel comitato organizzatore proprio dei Mondiali di Trondheim – vissuti da Harald e da tutta la famiglia in prima persona e assieme ai cugini svedesi, perpetrando la storica bonaria rivalità delle due Nazioni scandinave – e, nel 2026, pochi mesi prima della successione, Haakon era stato nominato membro onorario della Skiforeningen (Associazione per la promozione dello sci, ndr) in riconoscimento del suo lungo impegno a favore dello sci, della vita all’aperto e del volontariato.

Il nuovo sovrano ha inoltre preso parte ad una delle gare di sci più leggendarie e una delle prove più profondamente legate alla memoria e all’identità norvegese: nel 2015 infatti Haakon debuttò alla Birkebeinerrennet, la celebre corsa di 54km da Rena a Lillehammer con zaino in spalla a ricordare la fuga dei Birkebeiner e il salvataggio del piccolo principe Håkon Håkonsson. Il futuro re completò la prova in 3h36’12”; tornò poi a partecipare alla gara nel 2016.

Con Harald V scompare dunque non soltanto un re. Se ne va una presenza che per decenni ha accompagnato le immagini più familiari dell’inverno norvegese: il palco reale di Holmenkollen, il salto e lo sci di fondo davanti a migliaia di spettatori, le congratulazioni agli atleti, la Medaglia Holmenkollen appuntata al petto. La successione apre un nuovo capitolo per la monarchia norvegese, ma almeno su una cosa la continuità sembra già scritta: anche il nuovo re conosce il richiamo della neve, delle piste e di quella passione per lo sci che, in Norvegia, è parte dell’identità nazionale.

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