La preparazione della nazionale bielorussa di biathlon prosegue in un clima di incertezza, con il ritorno alle competizioni internazionali ancora da definire. Alle porte della quinta stagione lontani dai palcoscenici mondiali, la motivazione degli atleti inizia a scemare: a sottolinearlo è Oleg Ryzhenkov, allenatore capo della nazionale bielorussa, che in un’intervista al media locale Sport5 ha ammesso le crescenti difficoltà del gruppo.
«In generale, diventa sempre più difficile mantenere la motivazione di anno in anno. Penso che questa stagione sarà decisiva».
Il tecnico ha evidenziato in particolare la situazione delle atlete, alcune delle quali hanno già costruito una famiglia: «Se non verremo ammessi, sarà particolarmente difficile per le ragazze. Hanno figli e una famiglia ai quali vorrebbero dedicare maggiore attenzione».
La Bielorussia continua comunque a sperare in un’evoluzione positiva della propria situazione internazionale. Secondo Ryzhenkov, «le condizioni preliminari per un esito favorevole sono presenti», anche se «questi problemi non si risolvono così rapidamente come vorremmo».
Proprio nell’attesa di conoscere il proprio futuro, la nazionale bielorussa ha scelto di non prendere parte alle competizioni estive organizzate insieme agli atleti russi, anche per alleggerire un calendario di preparazione già particolarmente intenso. Tra le novità della preparazione c’è anche l’ingresso nello staff di Yuri Kaminsky e Reinhard Goesweiner, chiamati a portare nuove competenze ed esperienza. Mentre Kaminsky sta lavorando soprattutto con il gruppo femminile, Goesweiner segue principalmente gli uomini. Una presenza che, secondo Ryzhenkov, ha contribuito ad aumentare la motivazione sia degli atleti sia dello stesso staff «Entrambi gli allenatori lavorano con competenza ed entusiasmo. Notano un miglioramento dei risultati».
Se la Bielorussia dovesse tornare in Coppa del Mondo, Ryzhenkov rimane con i piedi per terra e non si aspetta risultati immediati: gli atleti avrebbero infatti bisogno di un periodo per ritrovare il ritmo del massimo circuito internazionale, benché sia fiducioso della preparazione svolta. «Servirà un periodo di adattamento, almeno diverse tappe di Coppa del Mondo, forse due o tre. Dal punto di vista funzionale e fisico, gli atleti sono pronti a ottenere risultati e a competere per le posizioni di vertice».

