Lo scorso autunno, Flora Dolci è stata protagonista di un grave incidente con il parapendio che avrebbe potuto mettere fine alla sua carriera nello sci di fondo. A quasi un anno di distanza, la francese è tornata ad allenarsi con la squadra nazionale, anche la strada verso il recupero totale è ancora lunga.
Quasi un anno fa, il 9 ottobre 2025, nel giorno del suo 26° compleanno, la transalpina ha riportato una grave frattura vertebrale, con una parte della vertebra che, staccandosi, ha lesionato il tratto terminale del midollo spinale, togliendole inizialmente anche la sensibilità alle gambe.
«La sensibilità sta tornando gradualmente, ma mi sono anche lesionata la cartilagine della caviglia sinistra, ed è questo che mi dà più fastidio al momento» ha raccontato a Langrenn.com.
L’intervento chirurgico ha lasciato cinque vertebre unite e ha modificato in maniera significativa la mobilità della 26enne: «Non posso muovere il bacino come facevo prima, ma sto imparando a muovermi in modo diverso. Di solito, dopo un anno, mi rimuovono parte delle placche e delle viti».
Inoltre, per permettere ai medici di fissare le placche alla colonna vertebrale sono stati rimossi alcuni muscoli della zona lombare, rendendo ancora più complessa la fase iniziale della riabilitazione. Nonostante le paure, Dolci non ha mai smesso di guardare avanti.
«All’inizio è stata davvero dura; era tutto molto, molto doloroso. In mi hanno rimosso i muscoli lombari per poter fissare le placche. Quindi, inizialmente, non avevo alcun muscolo attaccato alla colonna vertebrale. Non riavrò mai più la schiena di prima, ma dovrei comunque recuperare un po’ di mobilità. Spero che ciò accada entro il prossimo aprile».
Dopo mesi di fisioterapia, la fondista di Briançon è riuscita a tornare sugli sci, anche se le prime volte sono state tutt’altro che semplici.
«All’inizio, tornare a praticare lo sci di fondo è stato un vero incubo, ma a poco a poco, mantenendo la speranza e grazie al centro di riabilitazione, sono riuscita a riprendere la strada giusta. Ho ricostruito i muscoli della schiena e sono riuscita a sciare di nuovo abbastanza bene. Il piede era ancora un po’ dolorante, ma è stato fantastico tornare a sciare; è stato incredibile».
All’inizio dell’estate Dolci è anche tornata ad allenarsi con il gruppo nazionale francese. Il rientro è stato positivo, ma non sono mancati i dubbi legati alla propria condizione: per questo motivo, il confronto con le compagne è diventato importante per ritrovare ritmo e sensazioni sugli sci.
«Ho perso tutti i miei riferimenti. Non mi sono allenata per due mesi durante l’inverno e il mio corpo è cambiato. Non so quale sia il mio livello nelle prove di soglia o nella PMA. Sono stata davvero felice di riunirmi al gruppo, ma avevo anche molta paura di scoprire di essere molto indietro. Non è successo e sono contenta».
In skating la situazione sembra già incoraggiante, mentre nella tecnica classica c’è ancora lavoro da fare. Dolci, però, preferisce non porsi troppe pressioni: «Ho ancora molto, molto lavoro davanti e devo ritrovare molte sensazioni. Vedremo come andrà».
Il prossimo grande obiettivo è il ritorno nel massimo circuito. Prima dell’incidente, Dolci era arrivata a pochi secondi dal conquistare il primo podio in Coppa del Mondo e ora vorrebbe provare a completare quel percorso interrotto bruscamente.
«Il mio obiettivo è tornare in Coppa del Mondo. Mi sono fermata proprio quando ero a pochi secondi dal mio primo podio e, onestamente, vorrei davvero raggiungere quell’obiettivo che mi ero prefissato prima dell’incidente. A dire il vero, non ho idea di quale sia il mio livello attuale, quindi vedremo. Procedo un passo alla volta. Normalmente, se tutto va bene e se gli allenatori pensano che io sia pronto, sarò a Ruka. Se potrò andare a Ruka, vedremo come andrà, ma il mio sogno più grande sarebbe quello di andare a Falun per la 50 km. Ma ci sono cose nella vita molto più importanti dello sci».
In definitiva, l’incidente e la lunga esperienza ospedaliera tra interventi e riabilitazione ha cambiato profondamente il suo modo di vedere lo sport.
«Vedere così tante persone malate mi fatto pensare che ci sono cose molto più importanti nella vita. È fantastico dare il massimo nello sport, ma c’è anche la salute. Questa è davvero la cosa più importante, e a volte ci agitiamo troppo per lo sci, ci sentiamo stressati, arrabbiati o tristi. Ma la verità è che, quando sei in ospedale, non importa se non sei bravo nello sci di fondo, l’importante è avere entrambe le gambe per correre e camminare, per stare all’aria aperta, per passare del tempo con la tua famiglia. Questo è ciò che conta davvero, quindi sì, in termini di sport, mi ha davvero aiutata a mettere le cose nella giusta prospettiva».
Anche la mancata partecipazione alle Olimpiadi di Milano-Cortina è stata difficile da accettare, ma oggi Dolci riesce a guardare la situazione con maggiore distacco.
«Ho saltato le Olimpiadi. È stato molto, molto difficile, non posso negarlo. Ma ora che sono finite, la mia vita continua. È la vita: va avanti, qualunque cosa accada».

