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Sci nordico – La FIS modifica i criteri per lo status AIN di russi e bielorussi: perplessità dalla Norvegia

Photo Credits: Newspower

La FIS ha aggiornato i criteri che regolano l’accesso alle proprie competizioni per la stagione 2026/27 degli atleti russi e bielorussi sotto status di Atleti Individuali Neutrali (AIN), val a dire individualmente e in condizioni di neutralità, senza simboli nazionali. Le modifiche, contenute nella nuova versione della Individual Neutral Athlete Policy, riguardano diversi aspetti delle condizioni di eleggibilità e del processo di verifica delle candidature.

La modifica che più salta all’occhio riguarda il rapporto tra gli atleti e le strutture militari: nella precedente formulazione, i criteri di elegibilità escludevano chi fosse stato volontariamente contrattualizzato o sostenuto dall’esercito russo o bielorusso, comprese le entità affiliate, al momento della presentazione della domanda ma anche in precedenza; nella nuova versione il riferimento “temporale” è stato rimosso: anche se la modifica regolamentare non garantisce un’ammissione automatica alle competizioni, poiché ogni candidatura viene valutata singolarmente, le porte della Coppa del Mondo potrebbero aprirsi anche ad atleti come Alexander Bolshunov, tesserato del CSKA Mosca, squadra strettamente legata all’esercito russo.

Secondo quanto riportato dal sito russo Sport-Express, tuttavia, l’allenatore del campione olimpico, Yuri Borodavko, avrebbe specificato che il fondista dovrebbe lasciare il CSKA per poter competere, per esplicita richiesta della FIS.

«È una richiesta della FIS. L’atleta può decidere autonomamente se lasciare il CSKA oppure no. È una decisione completamente personale di ogni atleta».

Un’altra modifica riguarda la formulazione relativa alla guerra in Ucraina. La nuova versione della policy utilizza il riferimento al conflitto militare in Ucraina, mentre alcuni passaggi della precedente versione facevano riferimento alla guerra. Anche la formulazione temporale relativa al sostegno pubblico al conflitto è stata modificata: la nuova policy continua a richiedere una rigorosa neutralità e vieta il sostegno alla guerra, ma specifica le condizioni applicabili nel contesto delle competizioni FIS, mentre in precedenze il sostegno alla guerra doveva essere certificato fin dal suo inizio.

Novità anche per quanto riguarda il processo di controllo delle candidature. In precedenza il procedimento prevedeva una verifica approfondita da parte di un soggetto indipendente per ciascun candidato, sulla cui base interveniva poi il panel incaricato dalla FIS: ora è invece sufficiente un’autodichiarazione, con le candidature esaminate internamente dalla federazione, mentre eventuali verifiche esterne potranno essere richieste solo se ritenute necessario.

Come anticipato, le modifiche hanno suscitato perplessità in Norvegia. Gli esperti di NRK Jan Petter Saltvedt e Birger Løfaldli hanno interpretato i cambiamenti come un ammorbidimento progressivo dei criteri per il ritorno degli atleti russi e bielorussi.

«Questo sembra ancora un nuovo passo verso il pieno ritorno dei russi, ma la FIS sta cercando di farlo gradualmente e in modo mascherato, per non provocare troppo i Paesi che si oppongono al loro ritorno», ha commentato Saltvedt. «Questo potrebbe significare che Bolshunov potrebbe essere al via dei Mondiali di Falun. Dal punto di vista puramente sportivo, sarebbe ovviamente una boccata d’ossigeno tanto attesa, ma per l’integrità di questo sport rappresenterebbe una grave sconfitta».

Ancora più netta la posizione di Løfaldli: «È un chiaro ammorbidimento. È incomprensibile. Non c’è un solo argomento a favore di questo cambiamento. Lo vedo come una crescita dell’accettazione, ma anche come un ammorbidimento degli atteggiamenti».

Per Borodavko, invece, l’aggiornamento rappresenta soprattutto un’apertura di nuove possibilità per gli atleti russi: «Possiamo solo sperare che il processo di ammissione proceda nel modo più fluido possibile», ha dichiarato il tecnico russo.

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