Dopo una stagione da sogno, con le prime vittorie in Coppa del Mondo e l’oro olimpico in staffetta, Karoline Simpson-Larsen ha ottenuto un posto nella Nazionale norvegese, ma continuerà a lavorare con il proprio team privato il Team Anlegg Øst Entreprenør, per proseguire il lavoro in un ambiente familiare e con un percorso adatto alle sue esigenze assieme ; in un’intervista a Langrenn.com la 29enne ha raccontato i dettagli dell’accordo raggiunto con la federazione.
Inizialmente, infatti, la fondista aveva chiesto di essere esentata dagli obblighi della Nazionale, ricevendo un diniego dopo un iter che lei e la compagna di squadra Karoline Grøtting avevano definito complicato. Alla fine, entrambe le atlete sono entrate formalmente a far parte della Nazionale, ma l’accordo raggiunto ha lasciato loro grande autonomia.
«Ho ottenuto esattamente ciò che volevo. Sono molto grata di avere la libertà di allenarmi seguendo ciò in cui credo. Allo stesso tempo, ora ho accesso anche a diversi vantaggi e risorse messi a disposizione dalla federazione», ha spiegato Simpson-Larsen.
L’accordo prevede la partecipazione a soltanto tre raduni della nazionale in Norvegia durante la stagione. Il primo si è svolto a Sognefjellet, il secondo a Sandefjord all’inizio dell’estate, mentre il terzo è previsto a Mosetertoppen in ottobre. Per il resto, la fondista continua ad allenarsi quotidianamente con la sua squadra privata, partecipando in a tutti i loro raduni in quota. Il caso a voluto, che si trovasse in Francia, a Font Romeu, contemporaneamente alla Nazionale: «A volte vediamo la nazionale, ma svolgo i miei allenamenti con Anlegg Øst», ha raccontato.
Alla base della scelta di Simpson-Larsen c’è soprattutto la fiducia nel lavoro quotidiano con il suo allenatore, Emil Hosøy.
«Abbiamo un programma che permette di verificare continuamente se stiamo facendo progressi. Se qualcosa comincia ad andare nella direzione sbagliata, riusciamo a individuarlo presto. È un sistema a prova di errore. Vedo Emil cinque giorni alla settimana. Questo dà sicurezza. È molto diverso dal vedersi cinque giorni al mese».
Nonostante la scelta di mantenere il proprio percorso all’interno del team privato, Simpson-Larsen sottolinea però di trovarsi bene anche con la nazionale.
«La nazionale funziona molto bene e mi trovo davvero bene. Sento di aver ottenuto il meglio dei due mondi».

