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Biathlon – Kristina Reztsova sull’esclusione dei russi: “Sono rassegnata”

Photo Credits: Biathlonworld

Mentre nel fondo russi e bielorussi hanno visto la porta aprirsi un po’ di più rispetto allo spiraglio dell’anno scorso e ci si prepara a capire chi scenderà in pista a Ruka a fine novembre per le prime gare di Coppa del Mondo, la situazione è rimasta invariata nel biathlon, con il Congresso IBU che ha confermato la decisione di escludere russi e bielorussi dalle proprie competizioni fintanto che persista il conflitto in Ucraina.

L’Unione Russa di Biathlon (SBR) ha presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) contro le sanzioni nel dicembre 2025, ma al momento non è ancora arrivata una decisione.

Sull’argomento è tornata in un’intervista a Match TV Kristina Reztsova, che ha raccontato come sta vivendo dopo oltre 4 anni l’esclusione dalle competizioni internazionali. La due volte medagliata olimpica a Pechino 2022 ha spiegato di essersi ormai abituata a una situazione che prosegue dal 2022, pur continuando a sperare in un ritorno sulla scena internazionale.

«Certo, penso continuamente al fatto che vorrei tornare il prima possibile sulla scena internazionale. Un po’ pesa lavorare al massimo delle proprie possibilità senza poter crescere e confrontarsi con le avversarie straniere», ha raccontato la 30enne, che ha ammesso di cambiato approccio ormai da alcuni anni: «Mi sono rassegnata a questa situazione: se dobbiamo gareggiare nelle competizioni russe, allora saranno competizioni russe, almeno faccio ciò che amo e lo faccio bene. Finché potrò farlo bene e finché la salute me lo permetterà, perché no? Ora, ogni anno, mi pongo determinati obiettivi in base alle condizioni in cui ci troviamo».

La scorsa stagione, con il ritorno dei russi sotto status neutrale alle gare sotto egida FIS, aveva riaperto le speranze anche per i biathleti. Adesso invece gli obiettivi sono tornati ovviamente a essere limitati alle competizioni nazionali: la classifica generale della Coppa di Russia, la Coppa del Commonwealth, e i Campionati nazionali.

«L’anno scorso, naturalmente, c’erano delle speranze: pensavo che magari sarebbe potuto succedere anche a noi quello che è successo a fondisti, con un paio di persone che avrebbero potuto partecipare. Per questo non avevo alcun problema di motivazione». Ora, invece, la prospettiva è più lunga e incerta. «Trovare la motivazione per gareggiare ancora quattro anni fino alla prossima Olimpiade? Per ora non posso dire di avere un obiettivo preciso per tutti questi quattro anni ma ho fatto un patto con me stessa: ogni anno troverò nuovi obiettivi».

Reztsova non esclude comunque di continuare fino ai prossimi Giochi, qualora riuscisse a mantenere motivazione e condizioni fisiche: «Se riuscirò ad affrontare questi quattro anni con la stessa motivazione e la stessa voglia, lo farò volentieri. Amo il mio lavoro e amo moltissimo il biathlon. Mi interessa ancora. So dove posso crescere e quali sono i miei punti deboli. La motivazione si può sempre trovare, la questione è avere la volontà».

Reztsova ha infine spiegato che la sua accettazione della situazione non è arrivata in seguito a un episodio preciso, ma gradualmente.

«Penso che sia successo con il tempo. Non c’è stato un momento preciso in cui ho pensato: “Va bene, è così”. Ma quando continui a sperare e non succede nulla, questo finisce soltanto per peggiorare la situazione e la voglia di continuare a fare qualcosa. Mi sono detta che dovevo partire da quello che abbiamo e semplicemente lavorare su me stessa, migliorare i miei risultati e colmare le mie lacune. Non pensare ogni giorno che ci permetteranno di tornare e poi rimanere delusa».

La porta verso il ritorno internazionale, per Reztsova, non è comunque chiusa: «Non si dice forse che la speranza è l’ultima a morire? Sono ottimista, credo sempre nel meglio. Credo che arriverà il momento in cui ci permetteranno di tornare e spero che per allora io stia ancora gareggiando».

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