Nella riorganizzazione dello staff tecnico finlandese, avviata dopo la spedizione olimpica di Milano-Cortina 2026, oltre all’arrivo di Joakim Abrahamsson, già allenatore della nazionale svedese, alla guida della squadra élite, non bisogna dimenticare anche un’altra new entry: si tratta di Hans Kristian Stadheim, norvegese che ha contribuito alla crescita di campioni olimpici e mondiali come Simen Hegstad Krüger e Hans Christer Holund, che affiancherà Ambrahamsson assieme a Matias Strandvall.
Stadheim è noto per essere un allenatore che non usa mezzi termini con i suoi atleti: il suo è un approccio basato su rigore, analisi dei dati e feedback diretti; un metodo non sempre facile da accettare, ma che sta già lasciando il segno nel gruppo, come rivela un’intervista a Yle News.
Dopo cinque mesi di collaborazione, Stadheim è convinto che la Finlandia abbia ancora molta strada da fare prima di poter competere stabilmente con i migliori fondisti al mondo. La svolta, però, non può arrivare dall’oggi al domani. «Non esistono soluzioni rapide», ha sentenziato.
Gli atleti hanno capito fin da subito che Stadheim non è un allenatore che, assieme al bastone, usa anche la carota. Tra loro c’è Alexander Ståhlberg, uno dei giovani talenti più interessanti della Finlandia, entrato quest’anno nella squadra élite.
«Non è piacevole sentirsi dire che tecnicamente non sei così bravo come pensavi, ma quando le sue valutazioni sono supportate dalle sue competenze, diventano credibili e capisci che devi intervenire. Mi ha dato una visione completamente nuova del ruolo dell’allenatore».
Anche Lauri Vuorinen, miglior finlandese alle Olimpiadi e doppia medaglia ai Mondiali di Trondheim, ha apprezzato la chiarezza del nuovo tecnico. «Sa come trasmettere il messaggio in modo asciutto e diretto quando serve. Ma è sempre obiettivo e, soprattutto, ha ragione».
Lo sprinter, ad esempio, ricorda le parole pronunciate dal tecnico prima dell’allenamento durante il raduno in quota a Font-Romeu, in Francia, il settembre scorso, in una fase in cui gli atleti dovevano ancora adattarsi alle condizioni di alta quota ed era fondamentale rispettare l’intensità prevista: «Oggi nessuno vuole sabotare il proprio lavoro e, soprattutto, quello degli altri». Un messaggio diretto, che il gruppo ha compreso immediatamente. Per Stadheim, infatti, la disciplina individuale è indispensabile affinché l’intero gruppo possa allenarsi nelle condizioni migliori.
Il tecnico norvegese, dal canto suo, si è detto impressionato dalla serietà e dalla dedizione riscontrate nella squadra finlandese. «C’è un impegno collettivo enorme e un grande spirito di collaborazione. Sotto questo aspetto, l’ambiente della nazionale finlandese è fantastico».
Un lavoro, ma che guarda ad un obiettivo a lungo termine, nello specifico ai Mondiali del 2029, quando la Finlandia sarà padrona di casa a Lahti: «Per quei Mondiali dobbiamo essere in grado di offrire prestazioni eccellenti», ha dichiarato Stadheim, che ha messo fin da subito in chiaro che non ci saranno scorciatoie lungo il percorso.

