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Biathlon – Amandine Mengin porta verso l’inverno l’esperienza del Loop One: “Voglio ricordarmi di smettere di mettermi pressione inutilmente”

© Walter/IBU

Amandine Mengin è stata una delle sorprese del Loop One Festival di Monaco di Baviera dello scorso weekend. La 22enne francese ha conquistato il terzo posto nel super sprint domenicale, salendo sul podio insieme alle campionesse olimpiche Lisa Vittozzi e Julia Simon. Un risultato inatteso per la biatleta transalpina, che ha raccontato a Nordic Magazine le emozioni di un fine settimana.

Il weekend tedesco per la biathleta di La Bresse non era iniziato nel migliore dei modi: nelle qualificazioni del sabato aveva chiuso con il 31° tempo, commettendo quattro errori al poligono e centrando soltanto sei bersagli su dieci. Una prestazione lontana dalle migliori quindici che avrebbero avuto accesso alla finale.

«Quella giornata è stata catastrofica», ha ammesso la francese. «Non qualificarmi non era di per sé qualcosa di grave, perché avevo messo in conto anche questa possibilità. Il problema è stato il modo in cui è successo. Non sono stata capace di mettere insieme una bella prova di biathlon, una prestazione che mi rappresentasse. Ho fatto qualcosa che non mi assomiglia assolutamente e per questo ero molto, molto, molto delusa».

La chiave di volta è arrivata nella serata successiva, quando il sostegno degli allenatori, le ha permesso di cambiare atteggiamento e ad affrontare la domenica con uno spirito completamente diverso. Già in qualificazione, la francese ha chiuso al terzo posto nella propria batteria, alle spalle della svedese Anna Magnusson e di Julia Simon. Con nove bersagli centrati su dieci, si è assicurata così un posto nella finale del super sprint.

«Sono contenta di essere riuscita a cambiare mentalità in corsa. È stato tutto molto inatteso».

Nella gara decisiva, la ventiduenne ha confermato quanto di buono mostrato nella semifinale, riuscendo a tagliare il traguardo in terza posizione. Nell’ultimo giro sugli skiroll ha avuto la meglio su Marthe Kråkstad Johansen e su Suvi Minkkinen, conquistando un podio di prestigio alle spalle di Vittozzi e Simon.

«È stata una finale sorprendente», ha spiegato la francese. «Su quella pista si recupera molto rapidamente sfruttando la scia, quindi non bisogna perdere il contatto con il gruppo. Il percorso era molto scorrevole e io amo particolarmente i tratti pianeggianti, perciò mi sentivo davvero bene. È stata un’esperienza da vivere e mi sono divertita, proprio come mi era stato chiesto di fare in finale».

Il bilancio dell’esperienza tedesca è dunque decisamente positivo. Il podio ottenuto in una competizione che riuniva alcune delle migliori atlete del panorama internazionale ha regalato alla francese una soddisfazione inattesa e, soprattutto, un’importante lezione in vista dell’inverno.

«È stata un’esperienza molto, molto soddisfacente. In più, ho ottenuto un risultato inatteso, al quale non pensavo di poter aspirare. Piano piano imparerò ad avere fiducia in me stessa, perché quando riesco a mettere insieme le cose che so fare, i risultati possono arrivare. Quest’inverno voglio semplicemente ricordarmi di smettere di mettermi pressione inutilmente, di perseverare a ogni costo e di crederci fino alla fine. Voglio mantenere quella grinta e quella voglia di lottare, senza arrendermi prima ancora di avere la possibilità di vedere come possono andare le cose».

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