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Biathlon

Biathlon – Julia Simon riparte dall’ascolto di sé: “Ora so quando rallentare”

Foto Credits: Dmytro Yevenko/Fondo Italia

Dopo un fine settimana dai due volti al Loop One Festival di Monaco di Baviera, con l’eliminazione nelle qualificazioni del sabato, seppur per soli 3 decimi, e il secondo posto nel supersprint della domenica alle spalle di Lisa Vittozzi, Julia Simon guarda con fiducia verso l’inizio della nuova stagione.

Il bilancio della trasferta tedesca rimane comunque positivo, considerando che la squadra francese femminile era reduce dal raduno particolarmente impegnativo di Ramsau e nonostante la delusione iniziale, come racconta a Ski Chrono:

«Ero frustrata per non aver lavorato bene sabato, soprattutto perché ci ero andata vicina, ma ci sono anche aspetti positivi», ha spiegato. «Sugli skiroll ho lavorato bene e avevo buone sensazioni, considerando che la parte pianeggiante è qualcosa che non mi si addice particolarmente. Dal punto di vista tecnico ho imparato. Sono comunque contenta di tornare a casa. Ottobre è stato molto intenso e sento di essere stanca fisicamente. Abbiamo svolto un blocco di lavoro importante, con un po’ di altura e molto volume: è andato molto bene».

La 30enne, reduce da un’annata intensa tra successi olimpici e difficoltà personali, ha poi fatto un passo indietro, raccontando dell’inizio della preparazione: in primavera, infatti, Simon, come altri colleghi della Nazionale ha sentito l’esigenzia di staccare un po’ più a lungo dal biathlon, per ritrovare energie e serenità.

«Avevo bisogno di tempo per riposarmi. Era la fine di un ciclo olimpico, che si prepara nell’arco di quattro anni e non riguarda una sola stagione. Ero molto stanca anche per la pressione che ci mettiamo addosso. Da atleti vogliamo riuscire, quindi investiamo moltissime energie in questo obiettivo. Sono stati quattro anni impegnativi, ma sono riuscita a ripartire davvero bene e sta andando tutto per il meglio».

A 30 anni, la campionessa francese sta modificando anche il proprio approccio agli allenamenti, facendo tesoro dell’esperienza accumulata.

«Mi concedo di più di lasciar andare e di ascoltarmi. Forse prima avrei fatto due ore di skiroll solo perché il programma prevedeva due ore. Adesso, se non mi sento al meglio, accetto di farne un’ora e mezza. Penso di essere diventata più attenta ad ascoltarmi con il passare degli anni. È questo che ti insegnano l’esperienza e il percorso per imparare a conoscerti».

Ora l’attenzione è rivolta alle ultime settimane di preparazione in vista dell’esordio in Coppa del Mondo, previsto il 26 novembre a Kontiolahti, in Finlandia. Prima, la transalpina tornerà ad allenarsi con il gruppo francese a Bessans, in Savoia, all’inizio di novembre.

«Ci aspettano ancora belle settimane di lavoro prima dell’inizio della stagione. Con le temperature che ci sono in questo momento, non sembra proprio che l’inverno stia arrivando. Per ora non mi manca la neve: mi sto divertendo molto con gli skiroll. Ho l’impressione che, con il passare degli anni, mi serva sempre meno tempo per riabituarmi agli sci. Adesso recupererò bene e dalla prossima settimana riprenderò a lavorare».

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