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Biathlon – Jakov Fak pronto alla 19ª stagione in Coppa del Mondo: “Sono ancora qui, lavoro per essere competitivo”

Foto Credits: Dmytro Yevenko/Fondo Italia

A 39 anni, Jakov Fak ha ancora voglia di rimettersi in giochi in pista e al poligono: il biatleta sloveno, due volte campione del mondo e medagliato olimpico, si prepara ad affrontare la sua 19ª stagione in Coppa del Mondo con la stessa ambizione di sempre. Dopo i problemi al ginocchio e l’intervento chirurgico subito a dicembre, il lavoro degli ultimi mesi si è concentrato soprattutto sul recupero dell’equilibrio fisico.

«Sì, sono di nuovo simmetrico», ha ironizzato Fak a Siol.net; prima dell’operazione infatti aveva iniziato a caricare maggiormente il ginocchio sinistro per compensare i problemi a quello destro. «Mi sto dedicando a questo aspetto continuamente e ora non ci sono più problemi, tutto procede molto bene. Anche gli allenamenti stanno andando secondo i programmi».

Un lavoro che ha aggiunto altro carico alla sua grande esperienza di atleta di lunga data: «Se vuoi sentirti bene e avere un corpo il più possibile funzionale, devi lavorarci duramente. Ho acquisito un’esperienza e una conoscenza in più, che potrò applicare anche quando non sarò più un atleta».

La sua esperienza è stata di grande aiuto del resto anche alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: nonostante le difficoltà fisiche, è stato il miglior biatleta sloveno. I risultati, però, non lo avevano soddisfatto pienamente: e a spingerlo a continuare ancora è stata la sensazione di avere ancora qualcosa da dimostrare, soprattutto a se stesso.

L’ultima vittoria risale al 13 marzo 2025, quando si è imposto nella short individual di Pokljuka. In quell’occasione aveva salutato emotivamente il pubblico di casa, convinto che sarebbe stata una delle sue ultime gare. Ora è pronto a tornare sul circuito sloveno, il 2 e 3 gennaio prossimi.

La preparazione estiva e autunnale è stata positiva, anche grazie alle buone condizioni trovate durante il recente raduno in Italia, il primo con il nuovo allenatore della nazionale, Armin Auchentaller. «È interessante quando arriva qualcuno di nuovo, perché ogni allenatore ha il proprio approccio e la propria visione del lavoro. Mi interessa osservare il suo metodo, che naturalmente combiniamo con la mia esperienza. In fondo, non sono molti gli allenatori che hanno esperienza nella preparazione di atleti di 39 anni».

Il rapporto con il tecnico si basa proprio sul confronto e sulla condivisione delle conoscenze maturate in tanti anni di attività. «Quando gli atleti hanno la mia età, gli allenatori tendono a dare più peso alle loro opinioni, alle esperienze e a ciò che hanno già sperimentato negli allenamenti. Spesso sei tu stesso a fornire riscontri: in un certo senso, diventa una sorta di mentoring, ed è positivo».

Per il momento, tuttavia, non pensa ancora al futuro: «Sono ancora qui, concentrato sugli allenamenti e sul tentativo di correggere il più possibile i miei punti deboli, per essere competitivo. Penso che possa sempre sfruttare la mia esperienza. Il mio obiettivo principale è raggiungere la migliore condizione fisica possibile e cercare di utilizzare tutti i miei punti di forza in gara».

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