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Sci di fondo

Sci di fondo – Il CERISM continua a puntare sul progetto Marcialonga Science: “I giovani devono puntare sulla diversificazione, non sulla specializzazione”

Chiara Zoppirolli, referente area ricerca e valutazione funzionale del Cerism e responsabile scientifica della nazionale di biathlon © Ermes Morzenti

Il CERISM è una delle eccellenze dello sport italiano e non solo. Il centro di Rovereto permette infatti di preparare al meglio la stagione per le discipline legate al mondo della montagna, ma anche di svolgere ricerche sugli atleti al fine di offrire un sostegno nell’attività agonistica. Un aspetto che emerge proprio all’interno del progetto Marcialonga Science, esposto dalla professoressa Chiara Zoppirolli in occasione della presentazione dell’inverno della Val di Fiemme.

“Il progetto Marcialonga Science nasce nel 2015, quando il CERISM e il comitato organizzatore della Marcialonga si sono uniti per portare avanti delle ricerche e analizzare l’attività sportiva non in laboratorio, ma sul campo, sul percorso di gara e sulla neve. Attraverso questo progetto abbiamo potuto effettuare molti studi, seguendo le diverse proposte della Marcialonga. Se pensiamo alle varie formule di gara, dalla Mini alla Neve, dalla Janga alla Marcialonga tradizionale e alla Marcialonga Story, capiamo che lo sci di fondo è un’attività sportiva rivolta a tutte le fasce d’età e a tutta la popolazione – spiega Zoppirolli ai microfoni del nostro inviato Ermes Morzenti -. Il nostro scopo è stato quindi capire come questa disciplina si caratterizzi nelle diverse fasce d’età, analizzando aspetti specifici per ciascuna di esse. Siamo partiti dagli atleti di alto livello durante la competizione, per caratterizzare la fatica muscolare e la cinematica del movimento. Abbiamo cercato di capire come questi atleti riescano a sostenere quasi due ore di double poling ad alta velocità e intensità”.

Proprio questo aspetto si è confermato fondamentale per coloro che si approcciano ad affrontare questo sport in giovane età, al fine da poter poi migliorare alcuni aspetti del proprio movimento. Il tutto per evitare successivi problemi muscolari o posturali che possono emergere con il proseguo della carriera e possono penalizzare i ragazzi anche sul fronte dei risultati.

“Abbiamo analizzato lo sviluppo delle capacità motorie e coordinative nei giovani fondisti, per renderci conto di quanto siano fondamentali non soltanto le capacità condizionali, come resistenza, forza e velocità, ma anche le abilità coordinative Nello sci di fondo è fondamentale sviluppare precocemente le capacità coordinative, non solo attraverso mezzi specifici, come gli skiroll o gli sci, ma soprattutto attraverso attività motorie generali, a secco – ha aggiunto Zoppirolli -. Questo, secondo me, è un grande monito per tutta la preparazione dei giovani fondisti e soprattutto per gli allenatori, che devono puntare non tanto alla specializzazione, quanto alla diversificazione delle capacità. Abbiamo visto che questo è uno dei presupposti fondamentali per diventare atleti di alto livello”.

Al centro della ricerca sono stati posti anche gli atleti più maturi che rappresentano un pilastro per la Marcialonga, ma al tempo stesso ha confermato come lo sci di fondo possa diventare un’ottima pratica per mantenersi in salute a lungo. Un vero e proprio toccasana sia per il fisico, ma anche per la mente.

“Abbiamo voluto analizzare le capacità fisiche, ma anche le competenze cognitive e psicosociali, degli atleti over 65 che praticano sci di fondo da molto tempo. Abbiamo coinvolto i senatori della Marcialonga e tutti coloro che, da più di dieci anni, partecipano continuativamente alla manifestazione. Anche in questo caso abbiamo constatato che questa popolazione, e in particolare chi pratica sci di fondo, presenta una qualità della vita molto superiore rispetto a quella della popolazione sedentaria. La qualità della vita risulta nettamente superiore anche rispetto a quella di persone della stessa età che svolgono una quantità di attività fisica paragonabile, ma praticano altre discipline o si allenano in modo non strutturato – ha spiegato la ricercatrice del CERISM –. Siamo riusciti a capire come questa attività, che è multilaterale, possa contribuire a contrastare e rallentare il declino psicofisico dovuto all’invecchiamento sotto diversi aspetti: dalle capacità cardiopolmonari alla forza, ma soprattutto alle capacità neuromuscolari, come il mantenimento dell’equilibrio e la capacità di rispondere rapidamente agli stimoli esterni. Sono tutti indicatori che contribuiscono a determinare la qualità della vita delle persone anziane. Anche dal punto di vista psicosociale, il mantenimento di un’attività sportiva favorisce una buona qualità della vita, sia sotto il profilo relazionale sia sotto quello psicologico. Questi atleti percepiscono un livello molto alto della propria qualità di vita. Infine, riescono anche a dormire bene: tutti i questionari che abbiamo somministrato sulla qualità del sonno mostrano risultati nettamente migliori rispetto a quelli delle altre popolazioni considerate”.

Guardando infine ai più piccoli, lo sci di fondo può diventare un vero e proprio alleato per la crescita, considerata la necessità di puntare sulla coordinazione dei vari gesti. Una disciplina che va comunque affrontata con gradualità per evitare possibili spiacevoli inconvenienti.

“Dai nostri studi risulta che, ovviamente, essendo uno sport complesso sia dal punto di vista fisiologico, perché richiede la coordinazione di tutti e quattro gli arti, sia dal punto di vista coordinativo, perché implica l’utilizzo di tantissime capacità, mi sento di consigliare di avvicinarsi a questa disciplina già in età giovanile. Ci sono tutta una serie di motivi legati alla rapidità di apprendimento di cui i bambini possono beneficiare, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità coordinative. Questo facilita l’apprendimento della tecnica fin da giovani. Soprattutto, il nostro è uno sport multilaterale, che si basa relativamente poco sull’utilizzo esclusivo di mezzi speciali e specifici. Offre quindi la possibilità di sviluppare la motricità a 360 gradi durante tutto l’anno, lavorando soprattutto sulla motricità generale, senza l’utilizzo di mezzi specifici – ha concluso Zoppirolli -. È proprio questo lavoro che, con l’avvicinarsi della pubertà e dell’adolescenza, ci permette di sviluppare un’elevata economia ed efficienza del gesto tecnico. Ci rendiamo conto che questo è un aspetto fondamentale per diventare atleti di alto livello. Nello sci di fondo, quindi, non sono sufficienti le capacità di resistenza e di forza: le capacità coordinative sono altrettanto fondamentali. Se dovessi invece suggerire come avvicinarsi a questa disciplina a un adulto che non l’ha mai praticata, direi che non è un percorso banale, perché lo schema motorio dello scivolamento non è innato. Mi sento di dire che la tecnica più confortevole per iniziare è sicuramente quella classica, non la tecnica di pattinaggio. Gradualmente, soprattutto se la persona possiede anche un bagaglio motorio sviluppato in altre discipline, è possibile acquisire le competenze necessarie per praticare questa attività in sicurezza e beneficiare di tutti gli aspetti positivi che può offrire in termini di qualità della vita“.

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